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Automedicazione: è boom

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Pubblicato il: 02-07-2008

Ogni mese un italiano su due ne fa uso, per un totale di 35 milioni all'anno. I farmaci OTC conquistano il paziente: ecco la fotografia dell'ultima indagine Eurisko

Sanihelp.it - L’automedicazione è sempre più un’esperienza diffusa fra gli italiani: circa il 75% dei cittadini, il che significa in valori assoluti 35 milioni, ha utilizzato un farmaco di automedicazione (OTC) nell’ultimo anno.
Addirittura la metà della popolazione italiana ha utilizzato farmaci OTC nell’ultimo mese (48%): si tratta soprattutto di giovani e adulti tra i 18 e i 44 anni, perlopiù laureati, dirigenti, impiegati, studenti universitari.

Lo rivela uno studio realizzato da GfK Eurisko condotto su un campione di 1000 casi rappresentativo della popolazione italiana adulta per ANIFA, Associazione Nazionale dell’Industria Farmaceutica dell'Automedicazione (aderente a Federchimica), che intende fare il punto sullo stato e sulle prospettive dell’autocura in Italia.

L’automedicazione si configura come una pratica ad elevato valore di sicurezza. Chi sceglie un farmaco per la prima volta, nel 40% dei casi lo fa su suggerimento del medico, nel 20% su consiglio di amici o parenti, nel 18% su suggerimento del farmacista e solo nel 12% dei casi su stimoli di origine pubblicitaria.

«Il farmaco OTC fonda la sua valorizzazione anzitutto sul riconoscimento di rimedio in grado di eliminare i disturbi e restituire benessere - osserva Claudio Bosio, vicepresidente di GFK-Eurisko - A partire da questo riconoscimento, il farmaco da automedicazione assume per il pubblico un’immagine prevalentemente positiva: anzitutto per gli aspetti di servizio qualicomodità, facilità d’uso, adeguatezza delle informazioni contenute nel foglietto illustrativo, sulla confezione e in pubblicità, ma anche per gli aspetti di efficacia e di sicurezza, di cui anche la casa farmaceutica è garanzia».

E per quanto riguarda il rischio di un uso eccessivo dei farmaci? Secondo la ricerca, il ricorso all’automedicazione tende a configurarsi come una pratica appropriata ed oculata: pur facendo ricorso a farmaci senza obbligo di ricetta, l’automedicazione vede infatti nella maggior parte dei casi la presenza consulenziale di figure esperte, il medico anzitutto ma anche il farmacista.

Gli italiani, però, vogliono essere informati nel dettaglio su quanto acquistano: sempre secondo la ricerca GfK Eurisko, più del 70% del pubblico italiano è interessato ad accrescere il proprio bagaglio informativo, con finalità chiaramente orientata a incrementare la propria competenza nella gestione dell’automedicazione

Così, automedicazione sembra fare sempre più rima con comunicazione, con un'attenzione particolare alla multimedialità. Che sia giunta l'ora del farmacista virtuale?

 


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Redazione Sanihelp.it

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