Le parole più cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

Psoriasi a placche: in vacanza dal trattamento?

di
Pubblicato il: 14-07-2008
Sanihelp.it - Due pazienti su tre si sono espressi a favore di un trattamento a intermittenza piuttosto che continuativo nella cura della psoriasi. I dati arrivano da una ricerca europea condotta dall’agenzia Double Helix Development, che si è posta come obiettivo quello di verificare le preferenze dei pazienti sottoposti a trattamenti per la cura della psoriasi.
Al campione di intervistati è stato chiesto quale scenario avrebbero preferito tra una terapia intermittente, che prevedeva 3 mesi di terapia seguiti da 3 mesi senza psoriasi a placche, senza ulteriori trattamenti richiesti fino alla successiva riacutizzazione e una terapia continuativa, quindi somministrata di routine. Il 42% del campione ha mostrato interesse e preferenza per une terapia da poter usare in base alla gravità della malattia e il 47% ha sottolineato che non ritiene la propria condizione tanto grave da richiedere una terapia cronica / quotidiana.

Per quanto riguarda il nostro Paese, il 66% dei pazienti trattati con farmaci sistemici e il 68% di quelli trattati con farmaci biologici hanno espresso la volontà di sottoporsi a una terapia intermittente, molto gradita sia al paziente, perché è consapevole che c’è una libertà dalla cura, che al medico perchè può avere una migliore gestione e pianificazione della cura e ottenere una garanzia di efficacia in tempi brevi. I risultati di questa ricerca suggeriscono che questo nuovo schema di terapia intermittente è efficace nella psoriasi da moderata a severa e apparentemente meglio tollerato della tradizionale terapia continua.

Secondo le dichiarazioni dei soggetti intervistati in Italia, in termini di qualità di vita, è risultato che la psoriasi a placche ha un’influenza rilevante; infatti, il 91% ha dichiarato di essere attivamente alla ricerca di modi per minimizzare l’impatto e l’81% ha affermato che la psoriasi è una condizione più grave di quanto non si possa pensare.
La malattia infatti, rappresenta una condizione cronica che può interferire in modo significativo sulla qualità della vita, con ripercussioni psicologiche e sociali talvolta invalidanti. Alcuni pazienti infatti manifestano depressione e si isolano a causa del loro aspetto.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Redazione Sanihelp.it

© 2016 sanihelp.it. All rights reserved.
VOTA:
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?
Ti potrebbe interessare:


Promozioni:

Commenti