Le parole più cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

Shock anafilattico in aumento tra i giovani

di
Pubblicato il: 22-07-2008
Sanihelp.it - È di pochi giorni fa la tragica notizia diffusa dagli organi di informazione nazionali, della morte di un bambino austriaco di 8 anni che si trovava in vacanza nella località balneare di Duna Verde di Caorle (VE). Il bambino, soggetto allergico, dopo aver mangiato un gelato al melone si è improvvisamente accasciato a terra vittima di uno shock anafilattico. Inutili l’immediato soccorso dei genitori muniti di un kit d’emergenza ed il pronto intervento dei sanitari accorsi sul posto.

Solo pochi giorni prima, nella città di Casorezzo (MI), un ragazzo di quindici anni è morto a causa di un violento attacco d’asma.

«Siamo profondamente colpiti da queste due tragiche vicende, siamo vicini alle famiglie, ed al contempo ci sentiamo in dovere di denunciare l’allarmante aumento dei casi di gravi attacchi anafilattici, anche mortali come in questi casi, tra gli adolescenti ed i bambini», ha dichiarato Sandra Frateiacci, presidente Federasma, Federazione Italiana delle Associazioni di sostegno ai malati Asmatici e Allergici. In Italia oltre tre milioni di persone soffrono di asma; di questi il 9,5% sono bambini ed il 10% adolescenti. Il 7% degli under 14 soffre di intolleranze alimentari, mentre le allergie alimentari gravi riguardano lo 0.5%

«Questi gravi attacchi anafilattici - ha aggiunto Sandra Frateiacci - sono spesso provocati, come nel caso del bambino austriaco, da serie allergie alimentari, ed è proprio rispetto a questo tema che desideriamo lanciare delle forti raccomandazioni ai consumatori allergici e contestualmente un monito alle Istituzioni e agli addetti, tutti, coinvolti nella manipolazione degli alimenti durante i processi di produzione, distribuzione, ristorazione e somministrazione dei prodotti alimentari».

Federasma continua a chiedere da anni la reale gratuità su tutto il territorio italiano del Kit salvavita Adrenalina pronta, attualmente fornito gratuitamente solo in alcune regioni italiane con una inaccettabile disparità di trattamento per i pazienti a rischio di anafilassi. «Particolarmente delicato è poi il fenomeno degli allergeni occulti – ha dichiarato Paola Minale dell’UOC di Allergologia dell’Azienda Ospedaliera S. Martino di Genova - causato dalla presenza in modo non esplicito di un allergene in un alimento apparentemente non correlato al cibo verso cui è presente allergia. Un esempio classico è rappresentato dalle guarnizioni di dolci con gelatina di pesce».

Il migliore e probabilmente l’unico modo di affrontare il problema degli allergeni occulti è l’adozione di una omogenea legislazione sulle procedure di etichettature dei cibi, che consenta al consumatore allergico l’esatta conoscenza degli ingredienti, compresi quelli minori.
Una nuova normativa Europea ha recentemente stabilito norme per l’etichettatura più attenta a chi soffre di allergie alimentari: in Europa deve obbligatoriamente essere dichiarato ogni ingrediente che superi il 2% in peso del prodotto finito, mentre prima di questa norma, l’obbligo sussisteva solo per una percentuale superiore al 25%. Per gli alimenti considerati comunemente allergenici ( es: soia, arachidi, uova, latte, noci ) la dichiarazione deve riguardare anche le tracce minime.

Certamente si tratta di un grande passo avanti, secondo Federasma, ma che richiede ancora ulteriori miglioramenti.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Federasma

© 2016 sanihelp.it. All rights reserved.
VOTA:
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?
Ti potrebbe interessare:


Promozioni:

Commenti