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Mondo marino

Il dialogo sommerso dell'uomo e del mare

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Pubblicato il: 27-07-2008

Scoprite con noi cosa si cela nell'animo umano nel suo rapporto con il mare, grazie a Cristina Freghieri: giornalista, autrice e appassionata di subaquea da molti anni

Sanihelp.it - Cristina, che rapporto si instaura tra il sub e il mare? Io lo definisco: intimo, interiore e di grande privilegio per l'uomo. È un rapporto particolare che rende sereni dentro, è un amico che ti svela i suoi segreti e contemporaneamente si è già preso i tuoi. È il bisogno di ascoltare e ascoltarsi. Il mare si sdraia nei sentimenti prima ancora che nella mente e senza rendersene conto ci si trova legati a lui. Ti prende per mano e ti conduce nel suo scrigno segreto per assaporarne ogni meraviglia. Sott'acqua scompare la rincorsa inutile nella vita, esiste il godere di ogni sua sfumatura e di noi stessi. Immergersi significa abbandono della superficie, dimenticando totalmente il vissuto. Dopo tanti anni di tuffi emozionanti non smetto mai di ammettere a me stessa che ogni volta è una sorta di premio, i colori che si trovano nell'acqua mi appaiono i più vivi i più ricchi di sfaccettature, per non parlare del silenzio ricco di parole. Il mare dialoga con noi se noi sappiamo ascoltare la sua voce.

Cosa spinge un sub a voler entrare in questo mondo? I sentimenti che spingono una persona ad avvicinarsi al sommerso sono la voglia della scoperta, la curiosità di sapere, conoscere, il desiderio di appartenere a quel mondo, ma soprattutto la passione per il mare. La passione ha una forza incontenibile capace di scavalcare i confini di noi stessi.

Gioca un certo interesse per l’ignoto? In questo caso l'ignoto è la conquista di noi stessi, non è esatto definirlo la conquista del sommerso. Per penetrare il mondo liquido dobbiamo esserne capaci. Per affrontare un tuffo di qualunque genere si tratti, con l'autorespiratore o in apnea, è necessario adattarci all'ambiente, e porci nella misura di essere accettati. Realizzare tutto questo è necessaria preparazione tecnica e pratica, ma anche psicologica. È accettare le condizioni che il mare chiede: dedizione e umiltà.

Che paure ha un sub? Teoricamente il subacqueo che si prepara con coscienza non ha paura, ma timore e rispetto verso l'ambiente del mare. Ci sono poi luoghi particolari che sviluppano timori o ansie, anche per il più esperto subacqueo. Comunque anche la più semplice immersione può nascondere insidie. In questo aspetto ci si deve appellare all'intelligenza del subacqueo perché a volte dire di no di fronte al mare, pronti al tuffo, è vissuto come un atto di poco coraggio e di vergogna.





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