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Depressione: nuove speranze dall'elettrostimolazione

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Pubblicato il: 28-07-2008
Sanihelp.it - Si aprono uove speranze per le persone affette da depressione e insensibili alle cure farmacologiche. Grazie alle nuove tecnologie di elettrostimolazione cerebrale, più della metà di questi pazienti possono vedere ridotti anche del 40 per cento i sintomi depressivi.

I dati provengono da un importante studio multicentrico, denominato BROADEN (BROdmann Area 25 Deep brain Neuromodulation) e condotto in tre importanti centri di cura universitari canadesi, incentrato sulla stimolazione cerebrale dell’Area di Brodmann, responsabile di 25 delle maggiori patologie depressive oggi conosciute.

I risultati, che hanno costituito oggetto di una presentazione nel corso del recente congresso dell’American Psychiatric Association di Washington, hanno evidenziato che dopo 6 mesi di terapia, il 56% dei pazienti trattati ha registrato mediamente una riduzione del 40% dei sintomi depressivi. Questi sintomi sono stati misurati utilizzando un test standardizzato conosciuto come Scala di Hamilton per la depressione.

Prima di iniziare la terapia tutti i pazienti arruolati erano classificati come persone sofferenti di gravi forme depressive, insensibili al trattamento attraverso farmaci, psicoterapia e terapia elettroconvulsiva. Ciascuno dei pazienti trattati aveva in precedenza sostenuto almeno 12 trattamenti farmacologici antidepressivi senza risultati positivi.

La metodologia DBS (deep brain stimulation) si focalizza su un’area del cervello umano meglio conosciuta come Brodmann Area 25, che sembrerebbe divenire iperattiva nelle persone profondamente depresse e tristi.

«I risultati di questo studio sono molto incoraggianti in quanto la depressione severa mina la capacità della persona di condurre una vita normale sia in termini professionali che affettivà», ha commentato Sidney Kennedy, MD e responsabile dell’Unità di Psichiatria dell’University Health Network di Toronto.

Dei 20 pazienti complessivamente trattati nello studio, il 78% ha registrato una riduzione di almeno il 40% dei sintomi depressivi mentre 3 pazienti sono stati dichiarati quasi integralmente guariti dai principali disturbi. Infine, 8 pazienti hanno potuto ricominciare le loro abituali attività, come ad esempio, il lavoro, la scuola, il tempo libero e i viaggi.

L’erogazione dello stimolo elettrico nella zona cerebrale avviene attraverso l’utilizzo del dispositivo St. Jude Medical Libra® Deep Brain Stimulation System, che permette di trasmettere l’impulso elettrico dal dispositivo impiantato vicino alla nuca e connesso con piccoli cateteri ad aree specifiche del cervello.


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Redazione Sanihelp.it

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