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La dieta olimpica

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Pubblicato il: 28-07-2008

Un motivo in più per godersi le gare di Pechino 2008? Rubare agli atleti il segreto per rimanere in forma per sempre e senza soffrire la fame...

Sanihelp.it - Le fragole in alcol degli inglesi a Wimbledon? Solo una stravaganza d’Oltremanica, archiviata per fortuna con l’ultimo colpo di Rafael Nadal.

Ben altra cosa, invece, la dieta degli Azzurri alle Olimpiadi, che si basa su una regola tanto semplice quanto efficace: una colazione ricca di carboidrati e proteine seguita da pasti poveri di entrambi i componenti nel resto della giornata. Decisamente da copiare!

Questa ripartizione dei nutrienti consente infatti di evitare il rischio che la dieta venga abbandonata prima di aver raggiunto il peso forma, così come la probabilità che tutti i chili persi vengano rapidamente recuperati con gli interessi. Entrambe le situazioni, infatti, sono tipiche delle diete che eliminano quasi completamente i carboidrati.

«La maggior parte degli studi a riguardo ha messo in luce come una dieta molto povera di carboidrati non sia un buon metodo per ridurre il peso - ha spiegato Daniela Jakubowicz dell'Hospital de Clinicas di Caracas, in Venezuela, a margine del convegno annuale dell'Endocrine Society statunitense che si è tenuto a San Francisco - Tale regime accentua infatti il bisogno di carboidrati e rallenta il metabolismo. Come risultato, dopo un breve periodo di calo ponderale, si verifica un veloce ritorno al soprappeso».

Inutile, dunque, dire addio a pane e pasta nella speranza di ottenere un fisico da salto in alto.
«Solo il 5 per cento delle diete a basso tenore di carboidrati ha successo dopo due anni - ha specificato la Jakubowicz - La maggior parte di esse, infatti, non possono nulla contro gli impulsi a mangiarne, che spesso ricordano il craving tipico delle dipendenze patologiche».

Per dimostrarlo, l’esperta ha condotto uno studio con i colleghi della Virginia Commonwealth University di Richmond, in cui è stata confrontata l'efficacia della dieta con la colazione abbondante tipica di molti sportivi con quella di una dieta convenzionale con una restrizione drastica dei carboidrati in una coorte di 94 pazienti obese di sesso femminile.
Benché le volontarie del primo gruppo consumassero più calorie complessive in un giorno (1240 di cui 610 solo con la prima colazione contro 1085 calorie e 290 con la colazione), la riduzione di peso e il mantenimento dei risultati ottenuti sono stati maggiori nel primo caso.

In altre parole l'efficacia a lungo termine delle diete dipenderebbe in larga misura dalla loro capacità di incrementare il senso di sazietà e di rallentare la voglia di consumare carboidrati. E a quanto hanno dimostrato i ricercatori, pare che la dieta dello sportivo in questo senso funzioni. Buona Olimpiade a tutti!


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Redazione Sanihelp.it

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