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Cadute: il catalogo dei farmaci che aumentano il rischio

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Pubblicato il: 29-07-2008
Sanihelp.it - Arrivano da più parti le minacce alle ossa degli anziani. Lo dimostra il catalogo stilato dagli esperti dell’Università del North Carolina di Chapell Hill che include, tra i farmaci che pongono gli over 65 a rischio di cadute, la maggior parte dei farmaci che agiscono sul sistema nervoso, come antidepressivi, antipsicotici, antiepilettici, ansiolitici, ma anche antidolorifici e molecole da banco come antiallergici, prodotti per facilitare il sono o curare il raffreddore o la tosse. A questi vanno poi aggiunti alcuni bisfosonati, che possono aumentare la densità ossea, ma anche arrestare il normale metabolismo dell’osso incrementando così, alla lunga, il rischio che l’osso stesso si fratturi.

L’elenco dei farmaci che, soprattutto se assunti contemporaneamente, aumentano il rischio di cadute negli ultrasessantacinquenni, è stato pubblicato sull’American Journal of Geriatric Pharmacology e contiene anche alcune raccomandazioni generali: coloro che assumono quattro o più molecole, soprattutto se di tipo inibitorio sul sistema nervoso, devono essere attentamente seguiti, perché la polipharmacy comporta un calo dell’attenzione e un rallentamento delle reazioni agli stimoli; se l’anziano è già considerato a rischio, e assume una delle molecole contenute nella lista, il medico deve cercare di modificare la terapia trovando, quando disponibili, soluzioni alternative; lo stesso anziano (o il caregiver), dal canto suo, deve riferire scrupolosamente al medico tutte le medicine assunte, per evitare pericolose sovrapposizioni, ed essere consapevole delle possibili conseguenze delle terapie seguite.

L’American College of Physicians ha appena rese note le sue Linee Guida per la prevenzione dell’osteoporosi negli uomini, tra i quali è previsto un aumento della malattia del 50% nei prossimi 15 anni e un raddoppio delle fratture entro il 2040. Gli over-65 devono essere controllati regolarmente per quanto riguarda la presenza di fattori di rischio tra i quali, oltre all’età, rientrano il basso peso corporeo e la perdita di peso, l’inattività fisica, una storia di precedenti fratture non causate da un trauma, un’alimentazione povera di calcio e l’assunzione di alcuni farmaci come i corticosteroidi.
L’esame di densitometria ossea è consigliato dalla National Osteoporosis Foundation a tutti coloro che hanno superato i 70 anni.

Gli esperti della Mayo Clinic consigliano infine a scopo preventivo, a uomini e donne dopo i 65 anni: l’assunzione di 1.500 milligrammi al giorno di calcio; l’assunzione di 800 unità internazionali di vitamina D; l’attività fisica (anche solo passeggiate quotidiane); l’inserimento della soia nella dieta, perché i fitoestrogeni contribuiscono a difendere l’integrità ossea; l’abbandono del fumo di sigaretta; l’abbandono di ogni eccesso nell’assunzione di alcolici.


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