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Fegato grasso: l'estate è il momento giusto per depurarlo

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Pubblicato il: 30-07-2008
Sanihelp.it - L’afa e il caldo mettono a rischio chi ha accumulato chili di troppo. Al numero verde 1500 del Ministero della Salute arrivano ogni giorno centinaia di richieste di aiuto, molti gli obesi in difficoltà. I disturbi gastro-intestinali da caldo sono molto diffusi in chi ha problemi di obesità. Ma l’organo più a rischio di sofferenza nei soggetti obesi è il fegato. Il fegato grasso, o steatosi epatica, è una condizione patologica che interessa oltre 20 milioni di italiani. Tra i motivi principali la dieta scorretta e l’abuso di alimenti grassi.

Durante la stagione calda la dieta consigliata deve essere a basso potere calorico e accompagnata da attività fisica nelle ore più fresche: queste sono le due regole fondamentali che valgono sempre e in particolare per chi soffre di steatosi, o fegato grasso, che interessa quasi un quarto della popolazione italiana.

Per evitare di appesantire un fegato già provato dall’alimentazione scorretta, conviene approfittare della stagione calda per cambiare le abitudini alimentari, scegliendo un modello mediterraneo da adottare poi per tutto l’anno. Il consiglio è mangiare in abbondanza verdura e frutta di stagione e bere molta acqua, seguire una dieta ipocalorica che assicuri al tempo stesso l’apporto di vitamine e anti-ossidanti importanti per il fegato e praticare un’attività fisica moderata ma costante, come una semplice passeggiata di 30 minuti almeno 3 volte a settimana, e continuare poi così per tutto il resto dell’anno.

Il fegato grasso interessa il 25-30% della popolazione adulta, ma non è più considerata una condizione innocua, è la spia di una possibile malattia. Sono molti i fattori di rischio: obesità già in età pediatrica, alcol, virus, dislipidemie, diabete di tipo 2, farmaci, deficit congeniti che confluiscono tutti verso un unico risultato, la steatosi. Questa segna l’inizio di una sofferenza epatica che, se protratta, evolve a steatoepatite. Quando trascurato, il danno può evolvere nel tempo a fibrosi e cirrosi per formazione di tessuto cicatriziale e a complicanze, anche se rare, quali l’epatocarcinoma. Se adottate le giuste precauzioni invece il fegato può ritornare al normale funzionamento.

Esistono anche prodotti (reperibili nelle farmacie), come l’associazione di silibina, fosfolipidi e vitamina E, stabilizzatori di membrana e anti-ossidanti naturali, in grado di depurare il fegato grasso e rallentare il danno e che riequilibrano l’assetto metabolico del fegato. Dati clinici hanno dimostrato, in alcuni casi, la normalizzazione degli indici bio-umorali di funzionalità epatica, quali le transaminasi (AST, ALT) e gamma-GT, oltre a una diminuzione della steatosi e quindi dei trigliceridi nel fegato.


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Redazione Sanihelp.it

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