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Diabete: efficace la terapia sostitutiva di testosterone

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Pubblicato il: 31-07-2008
Sanihelp.it - Aumento dell'adiposità sottocutanea e viscerale, depressione, affaticabilità, riduzione della massa ossea, con rischio di osteoporosi, diabete, patologie cardiovascolari e disfunzioni sessuali, con riduzione della libido e della capacità erettile. Sono molto più di un milione le persone in Italia che soffrono di questi disturbi per ragioni connesse a una diminuzione dei livelli di testosterone (ipogonadismo maschile).

In particolare, il 33% dei pazienti affetti da diabete di tipo 2 - che è caratterizzato da una ridotta sensibilità all'insulina - presenta bassi livelli di testosterone. Questi ultimi, a loro volta, sono un fattore di rischio indipendente per lo sviluppo di diabete di tipo 2 e di sindrome metabolica, anche in pazienti normopeso, perché causano insulino-resistenza, iperglicemia e alterazione del profilo lipidico. E anche l'obesità addominale - di cui tanto si parla come responsabile di primo piano del rischio cardiovascolare - è associata a bassi livelli di testosterone.

Uno studio multicentrico condotto in otto paesi europei tra cui l'Italia dimostra che la terapia sostitutiva a base di testosterone migliora in modo significativo la sensibilità all'insulina e la funzione sessuale negli uomini affetti da ipogonadismo e diabete di tipo 2 e/o sindrome metabolica.
L'obiettivo dello studio era di verificare se, ripristinando livelli di testosterone più vicini alla normalità, fosse possibile migliorare le condizioni dei pazienti con diabete mellito e/o con sindrome metabolica. Nessuno dei pazienti studiati ha riportato effetti collaterali importanti né ha mostrato ricadute negative a livello dell'apparato genito-urinario. E molti di loro hanno sperimentato un miglioramento della qualità di vita, dell'umore e del tono muscolare.

Dai risultati preliminari dello studio, il testosterone al 2% in gel transdermico: aumenta significativamente la sensibilità all'insulina rispetto ai controlli, sia a 6 mesi che a 12 mesi, aumenta in misura significativa la funzione sessuale sia a 6 mesi che a 12 mesi, si è dimostrato ben tollerabile.


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Redazione Sanihelp.it

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