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Rientro a scuola: cosa mangiare?

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Pubblicato il: 29-08-2008

Stanchezza, irritabilità, inappetenza: sono i sintomi dello stress da rientro. Che colpisce anche i più piccoli. Dalla colazione alla cena i consigli degli esperti per un rientro super.

Sanihelp.it - Dopo mesi di vacanza, per oltre sette milioni di bambini, dai più piccoli dei nidi ai teenagers delle medie, è tempo di tornare sui banchi di scuola. Ma bambini e ragazzi fanno fatica a riprendere i consueti ritmi di vita. Gli esperti consigliano di prepararli con un'attenzione particolare all'alimentazione e al movimento.

«Le attività quotidiane impongono ritmi e necessità nutrizionali differenti nelle varie età. Per l’organismo in crescita l’assunzione di cibo dovrebbe essere idealmente suddivisa in 5 pasti al giorno (cioè con un intervallo di 3 ore circa l’uno dall’altro): colazione, pranzo, cena e due merende a metà mattina e metà pomeriggio» spiega il Professor Claudio Maffeis, Professore Associato di Pediatria dell'Università di Verona. E prosegue: «Questa scelta garantisce adeguati apporti nelle ore diurne, in cui vi è il massimo consumo di energia e nutrienti e di limitare possibili squilibri nel rapporto fame/sazietà che favoriscono la deposizione di grasso in eccesso.
L’equilibrio del rapporto fame/sazietà è favorito dalla pratica regolare di attività fisica, sempre più carente nei bambini dove la video-esposizione toglie molto tempo al gioco all’aperto e l’attività sportiva, che decresce rapidamente soprattutto nell’adolescenza. Ridurre il numero dei pasti è sbagliato, porta a mangiare di più e a depositare più grasso.

Colazione e pranzo, insieme alla merenda del mattino, dovrebbero coprire il 60% dei fabbisogni di energia e nutrienti della giornata. Merenda del pomeriggio e cena il restante 40%. Pertanto nella prima parte della giornata si dovrebbe mangiare di più che nella seconda parte: di solito accade proprio il contrario.

In genere, un’alimentazione varia (latte e latticini, cereali, pesce, uova, poca carne) con abbondante assunzione di vegetali (frutta, verdura, legumi) consente di soddisfare tutti i bisogni energetici e nutritivi. Attenzione però a non considerare gli alimenti solamente quale fonte di energia. I bambini italiani sono mediamente ipernutriti in termini di calorie, tanto che l’obesità è molto comune sin nell’età prescolare, ma possono presentare carenze in nutrienti (per esempio minerali, fibra e oligoelementi) che a lungo andare contribuiscono a influenzare lo stato di salute, aumentando il rischio di sviluppare alcune malattie (anemia, stipsi, osteoporosi, aterosclerosi). È quindi necessario abituarsi a considerare i nutrienti contenuti nel cibo per poterne ottimizzare l’assunzione».

Insieme a frutta, verdura, latte e yogurt, un utile alleato per la corretta nutrizione degli studenti di tutte le età è il concentrato di pomodoro, ricco di licopene, potassio, fosforo e calcio. Un vero e proprio concentrato di nutrienti per affrontare al meglio gli impegni del nuovo anno scolastico e le attività sportive necessarie per un corretto stile di vita.

«Il concentrato di pomodoro - spiega il Professor Maffeis - costituisce un’ottima possibilità per arricchire di nutrienti l’alimentazione del bambino e del giovane. Il concentrato contiene in media da 4 a 8 volte (per unità di peso) più nutrienti (Calcio, Ferro, Potassio, Fosforo, licopene, alcune vitamine) del pomodoro fresco ed è pratico da utilizzare.

Del resto il pomodoro dovrebbe far abitualmente parte dell’alimentazione italiana già a partire dalla fine del 1° anno di vita. Il pomodoro è ricco di licopene, il carotenoide più presente nel plasma umano. La cottura del pomodoro (concentrato) e l’aggiunta di olio ne aumentano l’assorbimeno. Ha elevate capacità antiossidanti, risultando un efficiente eliminatore di radicali liberi, tossici per le cellule. Previene l’ossidazione delle lipoproteine, riducendone l’aterogenicità, ovvero il rischio di insorgenza di arteriosclerosi. 
È stata inoltre dimostrata un’associazione tra assunzione di licopene e riduzione del rischio della comparsa di alcune neoplasie. L’assunzione di adeguate quantità di licopene nell’età evolutiva (fino a circa 1,3 mg/kg/die tra i 4 ed i 9 anni) potrebbe quindi essere potenzialmente utile quale co-fattore di prevenzione sia della malattia cardiovascolare che di alcune neoplasie».

Nella corretta ripartizione dei pasti quotidiani di bambini e ragazzi, sono molteplici le occasioni di consumo del concentrato di pomodoro, in abbinamento agli altri alimenti simbolo della tradizione italiana a tavola, quali pasta, olio d'oliva, parmigiano e verdure di stagione.

«L’uso del concentrato di pomodoro- continua il Professor Maffeis - è ideale ai pasti principali. Il contenuto in nutrienti che lo caratterizza (minerali, vitamine, licopene) può contribuire a completare il profilo nutrizionale del pasto a tutte le età. L’uso del concentrato per condire pasta o riso, magari insieme a verdure ed aromi, al posto di carne o salse a base di formaggi, panna, ecc. offre due importanti opportunità: primo, di limitare l’apporto di grassi soprattutto saturi così dannosi al sistema cardiovascolare; secondo, di contenere l’apporto calorico, generalmente esuberante rispetto ai fabbisogni. Anche a merenda, insieme a pane e olio, può costituire un’alternativa sana e nutriente, rispetto a merende più ricche di grassi e calorie.
Il concentrato di pomodoro è quindi un alimento che può essere impiegato utilmente nell’alimentazione del bambino e dell’adolescente» conclude Maffeis.

Allora, quale migliore occasione per i genitori del ritorno sui banchi di scuola per far adottare ai propri figli delle sane abitudini alimentari in grado di compensare eventuali carenze che possono manifestarsi con eccessiva stanchezza e irritabilità, soprattutto all’inizio dell’impegno scolastico, e di fare un pieno di energie e di nutrienti necessari ad affrontare al meglio le intense mattinate sui libri?


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Redazione Sanihelp.it

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