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I veri atleti? Quelli che prevedono le azioni avversarie

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Pubblicato il: 03-09-2008
Sanihelp.it - Comprendere le azioni altrui è una necessità fondamentale nella vita quotidiana e diventa una sfida decisiva per gli atleti di alto livello che devono affinare la capacità di prevedere e anticipare quelle sul campo di gioco. Ora una ricerca tutta italiana - pubblicata su Nature Neuroscience - ha evidenziato che gli atleti d’élite sono effettivamente capaci di prevedere l’esito di un’azione in una gara della loro disciplina (ma non di altri sport).

Lo studio ha preso in esame la pallacanestro e coinvolto tre gruppi di soggetti: il primo composto da giocatori di eccellenza di questo sport, il secondo da giornalisti sportivi e allenatori non praticanti, il terzo da persone che non lo avevano mai praticato. Il confronto tra i gruppi ha consentito di capire se bastava un’esperienza, anche notevole, come spettatore per riuscire a predire l’esito di un’azione di gioco oppure se questa occorreva anche saperla eseguire. I risultati hanno mostrato che solo gli atleti sono in grado di prevedere, con altissima precisione e largo anticipo, l’andamento di tali azioni.
Infatti il gruppo degli osservatori esperti e quello dei tifosi hanno saputo prevedere l’andamento dei tiri solo nella loro fase finale, basandosi principalmente sulle informazioni che provenivano dall’andamento della traiettoria della palla. Gli atleti di basket, invece, sono stati in grado di predire l’esito dei tiri fin dai primi istanti dell’azione osservata: ciò ha indicato che essi basavano la loro predizione sulla lettura della cinematica del corpo dell’altro atleta che la stava compiendo.

La capacità di comprendere i gesti e i comportamenti di altre persone è un processo fondamentale per la comunicazione e l’interazione sociale e potrebbe essere legata al funzionamento dei cosiddetti neuroni specchio, coinvolti sia nell’esecuzione che nell’osservazione di un’azione. Nel caso specifico, questa ricerca ha ora mostrato che l’apprendimento visivo consente di raggiungere determinate capacità motorie, ma soltanto la combinazione di osservazione ed esecuzione permette di raggiungere l’eccellenza in campo agonistico.

Lo studio, che ha coinvolto l’IRCCS Fondazione Santa Lucia e l’Università di Roma La Sapienza, potrà avere notevoli ricadute nella scelta del tipo di allenamento e, potenzialmente, sarà in grado di ottimizzare il raggiungimento dei risultati durante un confronto agonistico ai massimi livelli, miscelando addestramento motorio e attenta osservazione delle azioni sia dei compagni di squadra sia degli avversari.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
IRCCS Fondazione Santa Lucia e UniversitÓ La Sapienza

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