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Un figlio dopo i 35 anni? Le possibilità calano del 50%

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Pubblicato il: 15-09-2008
Sanihelp.it - «La fertilità è un patrimonio che va difeso, non perdete di vista l’orologio biologico»: l’appello arriva dal presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia Giorgio Vittori, che in un video su You tube spiega: «Spesso le donne sottovalutano l’importanza dell’età, ignorando alcuni dati fondamentali: la fertilità femminile è massima fino ai 20 anni, si dimezza intorno ai 35, scende al 10% dopo i 40 anni. Questo non significa che chi ha oltrepassato questa soglia debba disperare, ma è importante ricordarsi di considerare anche questo aspetto nella pianificazione della propria vita familiare e professionale».

La fecondazione assistita può essere una soluzione per riparare quando si è atteso troppo? «Non sempre, anche se in Italia nel 2006 hanno scelto questa via 52.206 coppie. Anche in questo caso l’età avanzata è infatti un fattore che riduce le possibilità di successo: se a 30 anni il 30% dei tentativi riesce, dopo i 45 solo l’1%».

I ginecologi della SIGO, a meno di un mese dal loro congresso nazionale (Torino, 5-8 ottobre) puntano quindi sulla rete per informare soprattutto le giovanissime. «Scegliamo You tube per parlare a ragazze che spesso non si pongono nemmeno il problema della futura maternità – spiega Vittori - anzi, sono spesso preoccupate solo di evitare gravidanze indesiderate, senza rendersi conto di quanto sia delicato l’equilibrio che regola la biologia femminile». 

Ma è altrettanto importante proteggersi dalle malattie sessualmente trasmissibili, che possono compromettere per sempre la capacità riproduttiva. «Non bisogna pensare solo all’AIDS, ma anche a patologie molto diffuse come herpes genitale, candidosi o chlamydia, aumentata tra le giovanissime di 6-10 volte in 10 anni.
Altri imputati della fertilità sono alcol, fumo e uno scorretto regime alimentare: l'eccessiva magrezza può causare irregolarità mestruali fino a sopprimere del tutto l'ovulazione, mentre l'obesità può interferire con il funzionamento del sistema ormonale».


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