Trapianti di mano: tutto partì da Monza, 10 anni fa
Sanihelp.it - Sono passati 10 anni dal
primo trapianto di mano al mondo eseguito a Lione da un’équipe di cui faceva parte il professor Marco Lanzetta, Direttore dell’Istituto Italiano di Chirurgia della Mano di Monza. Da allora i passi in avanti sono stati molti: tutti i pazienti stanno bene e hanno recuperato, nel corso del tempo, una buona sensibilità e funzionalità nella mano trapiantata. Per quanto riguarda il possibile
rigetto, oggi viene tenuto sotto controllo con un'opportuna terapia farmacologica.
Sono tre i trapianti di mano eseguiti fino a oggi in Italia, tutti a Monza e dal professor Lanzetta: il primo è stato eseguito nell’ottobre del 2000, il secondo nell’ottobre del 2001 e il terzo nel mese di novembre 2002.
Nel mondo, complessivamente, finora sono stati effettuati
43 trapianti di mano su 33 pazienti: in 12 soggetti sono state trapiantante entrambe le mani, in 19 una sola. In Europa i trapianti eseguiti sono stati 15, di cui 6 di una mano e 9 di due mani, mentre negli USA si registrano 4 trapianti, di una mano sola.
Le cause dell’amputazione sono: schiacciamento nel 48% dei casi; esplosioni nel 32%; scosse elettriche nel 8%; tagli netti nel 4%; congelamento nel 4% e incendi nel 4%. Il livello di amputazione arriva al polso nel 44% dei casi, all’avambraccio distale nel 20%; a metà avambraccio nel 20% e all’avambraccio prossimale nel 16%. Il 52% dei pazienti che si sottopone all’intervento usa le protesi.
La
selezione accurata del donatore è essenziale. Il 92% sono uomini, hanno un età compresa tra 18 e 48 anni, quindi una media circa 30 anni. Il tempo che trascorre dal prelievo della mano dal cadavere (quando la circolazione viene arrestata) a quando viene ristabilita nel soggetto ricevente è di circa 6 ore.
E si trova sempre a Monza, presso l'Istituto Italiano di Chirurgia della Mano diretto dal professor Lanzetta, il
Registro Mondiale dei Trapianti di mano e Tessuti Composti (www.handregistry.com), faccia, ginocchio, utero, laringe, parete addominale), cioè l’ufficio centrale di coordinamento dati di tutti i centri mondiali che eseguono questi delicati interventi.
Creato in collaborazione con l'Ospedale
Eduard-Herriot di Lione, raccoglie le informazioni provenienti da 14 centri mondiali, e permette ai partecipanti di scambiarsi in tempo reale idee e dati che possono essere di grande aiuto nella programmazione delle migliori strategie cliniche per il successo dei trapianti eseguiti.
Il Registro convoca i suoi membri in un congresso annuale per fare il punto sulle nuove possibilità terapeutiche introdotte da questo tipo di trapianti.
di Roberta Camisasca
Fonte: Redazione Sanihelp.it
Tags: mano, trapianti, rigetto,
Revisione: 19-09-2008