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Latte contaminato: no rischi in Italia ma si vuole chiarezza

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Pubblicato il: 23-09-2008
Sanihelp.it - In merito alle notizie diffuse da organi di informazione sulla contaminazione da melamina di latte in polvere prodotto in Cina che ha provocato la morte di due bambini, il Sottosegretario di Stato con delega alla salute Onorevole Francesca Martini informa che, sulla base di quanto comunicato dal sistema rapido di allerta comunitario (RASFF), si esclude la possibilità che tale latte possa essere stato commercializzato in Europa e quindi anche in Italia.

Il Sottosegretario precisa inoltre che il latte in polvere prodotto in Cina, anche in base a normative comunitarie, non può essere importato in Europa e che si è provveduto comunque ad allertare gli Uffici periferici del Ministero per rafforzare le misure di controllo all’importazione al fine di impedire tentativi di ingresso illegale di tali prodotti. Sono stati anche informati gli Assessorati alla Sanità di tutte le Regioni e Province Autonome.

Intanto la Codacons fa sapere che l’allarme malamina era stato già lanciato nel 2006 negli Stati Uniti dalla FDA. Altre segnalazioni circa la presenza della sostanza nel latte sono state lanciate nei mesi scorsi dalla Nuova Zelanda, segnalazioni opportunamente occultate per evitare di rovinare l’immagine delle Olimpiadi di Pechino.
In base alle ultime notizie, tracce di melamina sarebbero comparse non solo nel latte, ma anche in biscotti, yogurt, caramelle e dolciumi vari. Per questo il Codacons si rivolge all’Autorità alimentare di Parma e al Ministero della Salute chiedendo di sapere se e da quando siano state bloccate in Italia le importazioni di tutti i prodotti che contengano melamina.

Anche la Coldiretti sottolinea la necessità di ulteriori approfondimenti su altri cibi. Il positivo impegno per un giro di vite sui controlli all’importazioni cinesi annunciato al Consiglio dei Ministri dell'Agricoltura e della Sanità dell'Unione Europea va esteso a tutti i prodotti alimentari, dal pomodoro alle mele, dall’aglio ai funghi che l’Italia importa dall'Asia in rilevante quantità.

Infatti, anche se dal 2002 l'Ue ha chiuso le frontiere alle importazioni di latte e prodotti lattieri originari dalla Cina, il gigante asiatico è il Paese che ha ricevuto dall'Unione Europea il maggior numero di notifiche per prodotti alimentari irregolari perché contaminati dalla presenza di micotossine, additivi e coloranti al di fuori dalle norme di legge. Nel Paese asiatico nel 2007 si è registrato un aumento del 27% delle morti per avvelenamento da cibo rispetto all'anno precedente.
Occorre immediatamente - conclude la Coldiretti - prevedere l'obbligo di indicare in etichetta la provenienza di tutti gli alimenti per favorire i controlli, permettere l'immediato ritiro dal mercato dei prodotti pericolosi e garantire così la sicurezza dei cittadini.




FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ministero della Salute, Codocons, Coldiretti

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