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Un manciata di sale in meno e il cuore ringrazia

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Pubblicato il: 24-09-2008
Sanihelp.it - Usare meno sale in cucina salva la vita: 3 grammi in meno di sale ogni giorno e si riduce del 20% la probabilità di andare incontro a un ictus e del 15% la probabilità di infarto.

Infarto e ictus uccidono insieme ogni anno 17 milioni e mezzo di persone nel mondo: lo stesso numero di vittime fatto da AIDS, malaria, tubercolosi, diabete, cancro e malattie respiratorie croniche tutte insieme! In Europa 2 milioni di cittadini perdono la vita ogni anno per queste malattie: non solo è una strage, ma costa all’Unione Europea 192 miliardi di euro l’anno.

Nel 2025 un adulto su tre avrà la pressione del sangue troppo alta: significa un miliardo e mezzo di persone. Ridurre il consumo di sale abbassa la pressione del sangue e riduce il rischio di malattie cardiovascolari nelle persone che hanno la pressione normale, ma anche in quelle che hanno già la pressione alta.

L’OMS raccomanda di non superare i 5 grammi al giorno, che equivale a un cucchiaino da tè, tutto incluso: acqua della pasta, insalata, salse, sale nei cibi conservati o in scatola.
Una ricerca recente ha evidenziato che l’obesità dei bambini dipende anche dal sale, perché i cibi molto sapidi aumentano la sete, e i bambini che hanno sete non bevono acqua ma bibite zuccherine, aumentando l’introduzione di calorie e aumentando di conseguenza di peso.

EHN - European Heart Network sta combattendo da tempo per attirare l’attenzione su questo tema a livello europeo. Il consumatore ha il diritto di essere informato sul contenuto in sale dei cibi che acquista: rifacendosi alla segnaletica stradale dei semafori, propone di segnalare con rosso, giallo e verde il contenuto in sale sulle etichette dei cibi preparati.
Si spera che l’Unione Europea accolga questo suggerimento e lo adotti su larga scala: in effetti la Commissione Europea sta lavorando da tempo a un Libro Bianco, documento strategico sulla nutrizione, il sovrappeso e l’obesità in Europa.

Questa iniziativa vuole combattere l’emergenza delle malattie cardiovascolari, provocate da una squadra di complici: diabete, alti livelli di colesterolo, fumo, alimentazione povera di frutta e verdura, sovrappeso e obesità, inattività fisica. Nel loro insieme, questi fattori di rischio hanno la responsabilità della morte di ottanta persone su cento colpite da infarto o ictus.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
EHN - European Heart Network

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