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Cosa c'è nella valigia del naufrago italiano

Un naufrago, un'isola deserta e

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Pubblicato il: 01-10-2008

Cosa porteresti con te su un'isola deserta? Pasta, formaggi, frutta, vino, latte e caffè: ecco il menu preferito dagli italiani nell'ipotesi di un naufragio.

Sanihelp.it - Immaginati solo e abbandonato su un atollo sperduto del Pacifico. Cosa vorresti avere con te? Cibo, farmaci, vestiti? Foto, libri, musica? No, non siamo in un reality show né in una puntata di Lost. Siamo nel bel mezzo di una ricerca commissionata da Assolatte ad Astraricerche prima dell’estate.
A un campione rappresentativo della popolazione italiana è stato chiesto cosa porterebbe con sé nell’ipotesi di un naufragio. Premettendo che non si avranno problemi di approvvigionamenti o di salute, i presunti naufraghi possono scegliere cosa mettere nella loro valigia virtuale alla Mary Poppins, dagli abiti agli oggetti personali, dal cibo all’intrattenimento.

«I risultati sono interessanti, a tratti divertenti, a volte persino esilaranti. La biancheria intima più sexy e ricercata (15%), perfino il babydoll per le signore e i pantaloni (33%) per gli uomini, risultano fra i capi di abbigliamento irrinunciabili. Fra gli oggetti personali l’orologio, un marca-tempo del tutto inutile su un’isola, supera ampiamente, con il suo 33%, il coltello o le forbici (11%), utensili indispensabili per un primitivo improvvisato come il soggetto del nostro ipotetico esperimento», commenta divertito Enrico Finzi, presidente di Astraricerche.
E ancora: un 15% vorrebbe avere con sé una foto del suo idolo, in primis Raoul Bova ma anche Fiorello e Gerry Scotti; quasi tre italiani su quattro si poterebbero il loro amico a quattro zampe (il predominio è del cane con un bel 50%); e per quanto riguarda ipotetici passatempi, lascia alquanto stupiti che più di un italiano su cinque non è interessato a portare libri e letture, mentre la quasi totalità (98%) non disdegnerebbe la compagnia della sua musica preferita.

Curiosità a parte, agli intervistati è stato infatti chiesto di indicare cinque cibi che vorrebbero avere con sé, ritrovandoli miracolosamente sempre freschi e pronti appena consumati. Scopriamo che latte e latticini (formaggi, latte, yogurt, altri) hanno totalizzato ben il 39% delle preferenze e che indiscutibilmente i formaggi rappresentano il secondo piatto ideale del naufrago medio italiano. Tra i più gettonati: il parmigiano reggiano, il grana padano, il provolone, il pecorino, la mozzarella, il taleggio e il mascarpone.

«Una scelta nutrizionalmente lodevole -commenta Eugenio Del Toma, professore di dietologia e diabetologia dell’Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini di Roma- Gli specialisti in scienza dell’alimentazione da sempre raccomandano il consumo del latte per un insieme di vantaggi: proteine di nobile qualità, grassi e soprattutto calcio altamente biodisponibile. Oggi che l’aspettativa di vita ha raggiunto un’età così avanzata da rendere quasi inevitabile l’osteoporosi senile, la carenza di calcio si tramuterebbe in una moltiplicazione del numero delle fratture ossee e quindi un aumento reale della mortalità. Non dimentichiamo però i giovani, ai quali bisognerebbe insegnare che il picco osseo del calcio si completa fra i 20/25 anni. Le linee guida dell’alimentazione sottolineano la necessità di aumentare l’introduzione di calcio nei giovani e negli over 60. Senza il consumo di latte e dei suoi derivati – che nella dieta italiana forniscono circa il 70% dell’apporto di calcio – queste direttive sarebbero vanificate».

Come primo piatto il naufrago ha optato, senza grandi sorprese, per la pasta e/o il pane (76%). A seguire – a pari merito – troviamo la frutta (38%, al primo posto le mele) e la verdura (37%: in primis le patate). Scendendo in classifica, troviamo la carne (32%) che batte il pesce (10%) 3 a 1.
C’è poi chi da spazio ai condimenti (21%: l’olio extravergine di oliva prima di tutto, ma non pochi pensano a sughi e conserve!). Su livelli appena inferiori c’è chi privilegia i dolci (19%, tra scelte sbalorditive come Nutella e profiteroles…). Emergono anche due minoranze piccole ma agguerrite: i fan dello scatolame (8%) e quelli dei salumi (8%: primo il prosciutto crudo) e dei wurstel.

Passando alle bevande - ed esclusa l’acqua corrente e pulita, presente sul nostro atollo– le preferenze sono assai frammentate. Il dominio è del vino (18%: il rosso è più citato del bianco), seguito dalla Coca Cola (11%), dal caffè (11%), dal latte (10%), dalla birra (9%) e altro.
Plauso all’italiano che sceglie il latte come bevanda (anche se la domanda è d’obbligo: mai sentito parlare di latte di cocco isolano?). Un litro di latte copre, da solo, il fabbisogno proteico e lipidico quotidiano dell’organismo: il 32% di proteine, il 48% di zuccheri, il 36% di lipidi, oltre a minerali, vitamine e acqua.

Ma alla fine, con tanto di santino e pigiama sexy, l’italiano medio starebbe cinque anni da solo, seppur sano e senza gravi problemi, in un’isola deserta? Ebbene, il 67% del campione non ci pensa neppure e risponde Sicuramente no. All’opposto, un settimo sarebbe contento di fare questa esperienza. Infatti, 6.8 milioni di italiani rispondono Sicuramente sì. Un’identica percentuale (14%) ha dei dubbi, ma non esclude del tutto questa possibilità.
Un ultimo partito è costituito da quel 5% che si dice favorevole a vivere una siffatta esperienza quinquennale ma solo a talune condizioni, di solito attinenti alla possibilità di mantenere un contatto – via cellulare o via Internet – con il resto dell’umanità!


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Astraricerche per Assolatte

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