Cosa c'è nella valigia del naufrago italiano
Un naufrago, un'isola deserta e…
Cosa porteresti con te su un'isola deserta? Pasta, formaggi, frutta, vino, latte e caffè: ecco il menu preferito dagli italiani nell'ipotesi di un naufragio.
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Curiosità a parte, agli intervistati è stato infatti chiesto di indicare cinque cibi che vorrebbero avere con sé, ritrovandoli miracolosamente sempre freschi e pronti appena consumati. Scopriamo che
latte e latticini (formaggi, latte, yogurt, altri) hanno totalizzato ben il 39% delle preferenze e che indiscutibilmente
i formaggi rappresentano il secondo piatto ideale del naufrago medio italiano. Tra i più gettonati: il parmigiano reggiano, il grana padano, il provolone, il pecorino, la mozzarella, il taleggio e il mascarpone.
«Una scelta nutrizionalmente lodevole -commenta Eugenio Del Toma, professore di dietologia e diabetologia dell’Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini di Roma- Gli specialisti in scienza dell’alimentazione da sempre raccomandano il consumo del latte per un insieme di vantaggi: proteine di nobile qualità, grassi e soprattutto calcio altamente biodisponibile. Oggi che l’aspettativa di vita ha raggiunto un’età così avanzata da rendere quasi inevitabile l’osteoporosi senile, la carenza di calcio si tramuterebbe in una moltiplicazione del numero delle fratture ossee e quindi un aumento reale della mortalità. Non dimentichiamo però i giovani, ai quali bisognerebbe insegnare che il picco osseo del calcio si completa fra i 20/25 anni. Le linee guida dell’alimentazione sottolineano la necessità di aumentare l’introduzione di calcio nei giovani e negli over 60. Senza il consumo di latte e dei suoi derivati – che nella dieta italiana forniscono circa
il 70% dell’apporto di calcio – queste direttive sarebbero vanificate».
Come primo piatto il naufrago ha optato, senza grandi sorprese, per
la pasta e/o il pane (76%). A seguire – a pari merito – troviamo la frutta (38%, al primo posto le mele) e la verdura (37%: in primis le patate). Scendendo in classifica, troviamo la carne (32%) che batte il pesce (10%) 3 a 1.
C’è poi chi da spazio ai condimenti (21%:
l’olio extravergine di oliva prima di tutto, ma non pochi pensano a sughi e conserve!). Su livelli appena inferiori c’è chi privilegia i dolci (19%, tra scelte sbalorditive come Nutella e
profiteroles…). Emergono anche due minoranze piccole ma agguerrite: i fan dello scatolame (8%) e quelli dei salumi (8%: primo il prosciutto crudo) e dei wurstel.
Passando alle bevande - ed esclusa l’acqua corrente e pulita, presente sul nostro atollo– le preferenze sono assai frammentate. Il dominio è del
vino (18%: il rosso è più citato del bianco), seguito dalla Coca Cola (11%), dal caffè (11%), dal latte (10%), dalla birra (9%) e altro.
Plauso all’italiano che sceglie
il latte come bevanda (anche se la domanda è d’obbligo: mai sentito parlare di latte di cocco isolano?). Un litro di latte copre, da solo, il fabbisogno proteico e lipidico quotidiano dell’organismo: il 32% di proteine, il 48% di zuccheri, il 36% di lipidi, oltre a minerali, vitamine e acqua.
Ma alla fine, con tanto di santino e pigiama sexy, l’italiano medio starebbe cinque anni da solo, seppur sano e senza gravi problemi, in un’isola deserta? Ebbene,
il 67% del campione non ci pensa neppure e risponde
Sicuramente no. All’opposto, un settimo sarebbe contento di fare questa esperienza. Infatti, 6.8 milioni di italiani rispondono
Sicuramente sì. Un’identica percentuale (14%) ha dei dubbi, ma non esclude del tutto questa possibilità.
Un ultimo partito è costituito da quel 5% che si dice favorevole a vivere una siffatta esperienza quinquennale ma solo a talune condizioni, di solito attinenti alla possibilità di mantenere un contatto – via cellulare o via Internet – con il resto dell’umanità!
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di Roberta Camisasca
Fonte: Astraricerche per Assolatte Tags:
latte formaggi latticini
Revisione: 30-06-2009
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