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Succo d'arancia contro il rischio di parto prematuro

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Pubblicato il: 04-03-2006

Uno studio ha scoperto che un supplemento di vitamina C durante la gravidanza ridurrebbe il rischio di parto prematuro. Ma niente integratori, bastano frutta e verdura.

Sanihelp.it - Un gruppo di ricercatori messicani ha scoperto che un supplemento di vitamina C durante la gravidanza ridurrebbe il rischio di parto prematuro. La coordinatrice del gruppo di ricercatori, la dottoressa Veronica Gutierrez, ha dichiarato che in Messico la rottura prematura delle membrane che avvolgono il feto è relativamente comune tra le donne incinte e tale rottura può aumentare il rischio di parto prematuro.

È risaputo il ruolo della vitamina C nella struttura delle membrane, composte prevalentemente da collagene. Secondo una precedente ricerca le donne che non assumono quantità sufficienti di vitamina C sia prima, sia durante la gravidanza, possono essere maggiormente predisposte alla rottura prematura delle membrane.

La vitamina C, vitamina idrosolubile, non permane a lungo nell’organismo e la quantità non utilizzata viene espulsa quotidianamente. Durante la gravidanza, i livelli di vitamina C e di tutte le sostanze che circolano nel plasma sanguigno si abbassano a causa di processi vari che si innescano per assicurare un regolare sviluppo del feto.

La dottoressa Gutierrez e i suoi colleghi hanno rilevato che aumentando l’apporto di vitamina C nella dieta delle donne incinte si eviterebbe il calo della quota che viene immagazzinata nei globuli bianchi. Le loro scoperte sono state presentate durante il congresso dell’American Society for Parental and Enteral Nutrition a San Antonio, in Texas.

Durante lo studio, a 52 donne, al quinto mese di gravidanza, sono stati somministrati quotidianamente per 3 mesi, un placebo oppure 100 mg di vitamina C. I risultati dello studio indicano che, seppure i livelli di vitamina C nel plasma sanguigno sono diminuiti in tutte le donne, la concentrazione di vitamina C nei globuli bianche è diminuita solo nelle donne che hanno assunto placebo.
La dotttoressa Gutierrez e i suoi colleghi hanno infatti rilevato nelle donne a cui sono state somministrate dosi supplementari di vitamina C un aumento della concentrazione di tale vitamina nei globuli bianchi.
I risultati dello studio indicano inoltre che al momento del parto, meno del 5% delle donne supplementate con vitamina C, ha avuto una rottura prematura delle membrane, contro il 25% delle donne supplementate con placebo.

I ricercatori concludono quindi che un supplemento di vitamina C favorisce la conservazione del nutriente nei globuli bianchi e può aiutare a prevenire la rottura prematura delle membrane.

La dottoressa Anna Siega-Riz della University of North Carolina di Chapel Hill, commentando lo studio, ha affermato che «esso contribuisce a dare un’ulteriore prova dell’importanza della vitamina C nei processi che portano alla rottura prematura delle membrane». La dottoressa Siega-Riz non partecipa allo studio attuale, ma ha svolto ricerche sul legame tra la carenza di vitamina C e il parto prematuro.

Alla luce delle scoperte della dottoressa Gutierrez e delle proprie ricerche, la dottoressa Siega-Riz ha affermato che è sicuramente utile raccomandare alle donne incinte di assumere dosi supplementari di vitamina C.

La Gutierrez ha aggiunto che quantità aggiuntive di vitamina C non dovrebbero essere assunte sotto forma di pillole, ma mangiando molta frutta e verdura contenenti vitamina C, come gli agrumi e i broccoli. A questo proposito l’Istituto di Medicina Statunitense ha recentemente raccomandato a tutte le donne di consumare 75 mg di vitamina C al giorno: basti pensare che una singola porzione di circa 200 gr di succo d’arancia concentrato contiene 100 mg di vitamina C. Non è difficile quindi raggiungere la quota giornaliera raccomandata.


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Redazione Sanihelp.it

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