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Antiaggressione Femminile

La libertà di essere donna

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Pubblicato il: 14-10-2008

Ho partecipato a una lezione del corso di Antiaggressione Femminile Difesa Donna, con Roberto Bonomelli e il suo staff. Un'occasione per conoscere se stesse e imparare a volersi bene

Sanihelp.it - La prima volta che per conto di Sanihelp.it mi sono occupata del metodo Difesa Donna mi sono immediatamente appassionata, forse perché come donna mi sento intimamente legata al problema. Proprio l’interesse e la curiosità mi hanno spinta a prendere parte alla prima lezione del corso. La sensazione è di un’immediata familiarità e disponibilità. Intorno a me tutte donne: tutte così diverse, ma in fondo così simili.

Essere donne consapevoli. Questa vuole essere la chiave. E la consapevolezza passa innanzitutto attraverso la prevenzione: non devo trovarmi nel posto sbagliato al momento sbagliato. E devo far di tutto per preservarmi da questo rischio. I consigli di Roberto Bonomelli e del suo staff possono e devono diventare uno stile di vita, per una donna consapevole e soprattutto libera.

La violenza sulle donne è trasversale e non fa distinzione di età, nazionalità, società o fisicità. La violenza sulle donne spesso è quella subdola delle violenze domestiche, violenza negata, persino giustificata, talvolta trincerata dietro la convinzione che l’amore cambierà ogni cosa. Compreso un uomo violento.
E invece no. Una donna deve sapere che nessuno può permettersi di farle ciò che non vuole. Fosse solo uno schiaffo o una carezza.

Un altro problema recente in Italia è lo stalking, ovvero quel fenomeno che vede protagonista un molestatore ossessivo, che con persecuzione e molestia verbale e fisica vuole ledere la vittima. Ci sono tre tipi di stalker:
1. il risentito per una relazione finita ingiustamente
2. l’incompetente, il pessimo corteggiatore che cerca così di imporre la propria personalità
3. il predatore, spinto solo dal desiderio sessuale

E se la prevenzione non dovesse bastare? In questo caso ho ancora un’arma importante: la difesa verbale. Il 20% degli aggressori di fronte a una donna che sa dire di no in maniera forte e chiara, sia con la voce sia con l’atteggiamento corporeo, desiste. L’aggressore è un codardo, cerca una preda e sfrutta l’effetto sorpresa.

Alcune simulazioni di difesa verbale e qualche accenno di difesa fisica aiutano davvero a entrare nell’ottica giusta: volersi bene ed essere proprietarie della propria libertà di essere donna.



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Redazione Sanihelp.it

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