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Cancro alla prostata: scoperto motivo della sua aggressività

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Pubblicato il: 20-10-2008
Sanihelp.it - È stato individuato il meccanismo attraverso cui il tumore alla prostata diventa sempre più aggressivo e maligno tanto da divenire refrattario alla terapia. La scoperta, pubblicata su Nature Medicine, è il frutto di una ricerca coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con l’équipe del professor Giovanni Muto, primario di Urologia dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino e con l’Istituto Oncologico del Mediterraneo di Catania.

L’analisi del tessuto neoplastico di 40 pazienti ha dimostrato che l’aggressività del carcinoma prostatico è causata dalla perdita di un frammento di DNA del cromosoma 13 che contiene due piccoli geni, chiamati microRNA-15a e microRNA -16, che agiscono bloccando la progressione maligna del tumore. Se i microRNA-15a e microRNA -16 vengono reintrodotti nelle cellule tumorali che li hanno perduti, queste cellule smettono di crescere e vengono distrutte. La possibilità di curare i tumori aggressivi della prostata tramite la somministrazione di questi microRNA è stata confermata dalla terapia sperimentale effettuata in animali da laboratorio.

Capire perché un cancro diventa più aggressivo porta molto vicini a guarire gli stadi avanzati della malattia. Il tumore alla prostata infatti viene trattato attualmente con la terapia ormonale e la chirurgia, che però si rivela efficace solo negli stadi iniziali, in quanto non esiste alcuna cura valida per il tumore allo stadio avanzato che ancora provoca la morte di oltre il 20% dei pazienti.

Il cancro della prostata è uno dei tumori riscontrati con maggiore frequenza nei paesi occidentali. In Italia ogni anno vengono diagnosticati circa 44.000 nuovi casi che sono destinati ad aumentare, considerando il progressivo invecchiamento della popolazione. Sebbene negli ultimi quindici anni il dosaggio dell’antigene prostatico specifico (PSA) abbia aumentato considerevolmente le diagnosi precoci e le possibilità di guarigione, il cancro alla prostata rappresenta ancora oggi la seconda causa di morte da tumore nell’uomo dopo il carcinoma del polmone.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Istituto Superiore di SanitÓ

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