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Allarme alcol: i giovani bevono fuori pasto e di notte

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Pubblicato il: 22-10-2008
Sanihelp.it - Ogni anno nell’Unione Europea l’alcol è responsabile della morte di 195.000 persone per diverse cause: incidenti stradali, altri incidenti, omicidi, suicidi, cirrosi epatica, patologie neuropsichiatriche e depressione, cancro (tra cui 11.000 casi di cancro alla mammella). In particolare nell’Unione Europea è attribuibile all’alcol il 25% della mortalità giovanile tra i maschi e il 10% tra le femmine. Su 26 fattori di rischio per la salute individuati nell’Unione Europea l’alcol occupa il terzo posto, secondo solo a tabacco e ipertensione.

Tra le criticità relative al consumo di alcol nel nostro Paese vi è un'alta percentuale di consumatori giornalieri (31%) tra i maschi delle classi di età medie e anziane, e, tra questi, alta percentuale di consumatori giornalieri eccedentari (16% della classe di età 65-74 anni). Nel 2006 sono stati presi in carico presso i Servizi alcologici territoriali del Sistema sanitario nazionale 61.656 soggetti alcoldipendenti. Il 75% riguarda persone tra i 30 e i 59 anni; il 15% giovani al di sotto dei 30 anni.

Secondo i dati dell’indagine Eurobarometro 2002 della Commissione Europea, l’Italia presenta l’età più bassa in Europa in relazione al primo contatto con le bevande alcoliche, con una media di 12,2 anni contro i 14,6 anni della media europea.
Il numero dei consumatori di alcol appare in aumento fra i giovani, e in particolare fra le donne fra i 18 e i 24 anni. Anche tra i ragazzi di 16-17 anni, come attesta l’ISTAT, uno su due consuma alcolici; l’8% dei maschi di tale età consuma alcolici tutti i giorni.

Tra i giovani è molto diffuso il consumo di bevande alcoliche al di fuori dei pasti e questo rappresenta un importante indicatore di esposizione al rischio alcolcorrelato. I giovani tra i 20 e i 24 anni sono la classe di età più interessata dal consumo settimanale di alcolici fuori pasto. Molto diffusi risultano tra i giovani maschi i comportamenti di ubriacatura. Secondo l’ISTAT ammette di essersi ubriacato nel 2005 almeno una volta quasi il 50% dei giovani maschi di età compresa tra i 20 e i 29 anni e il 14,6% di quelli fra i 18 e 19 anni.

In Italia la mortalità per incidente stradale viene stimata come correlata all’uso di alcol per una quota compresa tra il 30% e il 50% del totale degli incidenti. In Italia il tasso di mortalità per incidente stradale, pari a 95 morti ogni milione di abitanti, è quasi doppio rispetto a quello di Paesi come Gran Bretagna, Olanda e Svezia, dove il tasso è pari a 50 morti per milione di abitanti.
I conducenti della fascia di età tra i 25 e i 29 anni (con 452 morti e 31.451 feriti ) e tra i 30-34 anni (con 457 morti e 31.259 feriti) sono quelli più colpiti dagli incidenti stradali. Particolare allarme suscita l’elevata percentuale di incidenti notturni del venerdì e sabato, che nel 2006 hanno rappresentato il 44,6 % del totale degli incidenti notturni.

Da un recente studio ISTAT (2006) risulta che alcuni comportamenti di consumo a rischio (consumo di alcolici fuori pasto e binge drinking) sono più frequenti tra coloro che frequentano le discoteche e luoghi in cui si balla. I dati ISTAT dicono che gli incidenti derivanti da un alterato stato psicofisico del conducente (malore, sonno, uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, ebbrezza da alcol), che rappresentano nel 2006 il 2% del totale di tutte le cause di incidente stradale nell’anno, coinvolgono spesso i giovani.
Nell’ambito delle cause di incidenti derivanti da alterato stato psicofisico l’ebbrezza alcolica ha rappresentato nel 2006 il 70,1 % del totale, con 4.246 casi rilevati. Nel 2007 la Polizia Stradale ha comminato in totale 31.521 sanzioni per guida sotto l’influenza dell’alcol.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ministero della Salute

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