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La mastoplastica riduttiva

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Pubblicato il: 14-03-2003

Spesso donne con mammelle ipertrofiche lamentano fastidi legati al peso del seno e alla ptosi e dolori correlati alla pressione che il reggiseno esercita sulle spalle.

Sanihelp.it - La mastoplastica riduttiva
Spesso donne con mammelle ipertrofiche, ptosiche sono insoddisfatte del loro aspetto fisico e lamentano dolore o fastidi legati al peso della mammella stessa e alla ptosi, ma soprattutto riferiscono dolori correlati alla pressione che il reggiseno esercita sulle spalle. Un’altra causa di fastidio è legata alla congestione ghiandolare della mammella nel periodo premestruale che impedisce loro di praticare attività fisiche e le condiziona nella scelta dell’abbigliamento, in modo particolare dei reggiseni che spesso sono inadeguati alla conformazione anatomica della mammella stessa.
Oggi, con il progredire dell’evoluzione delle tecniche chirurgiche, numerose sono le pazienti con questo tipo di problemi che si rivolgono al chirurgo per risolvere questo tipo di problemi e che chiedono una mastoplastica riduttiva. Le tecniche sono state sviluppate al fine di migliorate l’aspetto delle mammelle, ridurre il dolore e rendere più confortevole l’attività fisica.

Prima dell'intervento
Prima di sottoporre qualsiasi paziente ad un intervento chirurgico è necessario raccogliere un’accurata anamnesi, cioè la storia medica del paziente, al fine di stabilirne le condizioni generali di salute. Anche le mammelle devono essere accuratamente esaminate sia con un esame clinico che attraverso esami strumentali (Ecografia, Mammografia) per poter stabilire qual procedura chirurgica deve essere applicata. Vengono poi scattate fotografie per documentare le condizioni delle mammelle prima dell’intervento.

Il medico deve poi informare la paziente sulle procedure anestesiologiche che possono essere impiegate e riferirne i vantaggi e le eventuali complicanze.
Tra le informazioni da fornire al paziente ci sono anche quelle correlate all’assunzione di certi farmaci, per esempio gli anti infiammatori come l’Aspirina, che andrebbero sospesi qualche settimana prima dell’intervento. Anche farmaci che contengano estrogeni o altri ormoni che possono agire sulla ghiandola mammaria andrebbero sospesi nelle settimane precedenti l’intervento. La paziente viene anche informata della terapia medica da seguire nel postoperatorio dopo la dimissione e di tutti gli accorgimenti necessari per ottenere il miglior risultato.

Procedura chirurgica
La mastoplastica riduttiva è un intervento che richiede il ricovero e che necessita di un’anestesia generale.
Il chirurgo poi sceglie insieme alla paziente la tecnica da utilizzare sulla base delle esigenze della paziente stessa ed in base alle caratteristiche anatomiche e ai cambiamenti desiderati.
Circa un’ora prima dell’intervento chirurgico vengono effettuati dei disegni sulla zona da operare che sono importanti punti di riferimento per il chirurgo. La paziente viene poi “premedicata” con farmaci che sono indispensabili per un buon rilassamento prima dell’anestesia.
Delle numerose tecniche chirurgiche messe a punto per la masoplastica riduttiva descriviamo ora le più utilizzate.
La scelta della metodica chirurgica e di conseguenza delle cicatrici secondarie all’intervento è condizionata dalla situazione anatomica, cioè dal volume di partenza delle mammelle, dal grado della ptosi e dal volume finale che si vuole ottenere. Tradizionalmente si utilizzano tecniche che prevedono delle cicatrici finali circolari attorno al complesso areola-capezzolo, una cicatrice verticale che si estende dall’areola al solco sottomammario ed una cicatrice orizzontale a livello del solco sottomammario. Generalmente la cicatrice più evidente è quella verticale in quanto quella periareolare e quella orizzontale sono localizzare a livello di strutture anatomiche che le mascherano.
E’ possibile, in casi particolari, impiegare tecniche chirurgiche che prevedono una cicatrice finale solo attorno al complesso areolare della mammella.
In tutti i casi si procede con un’asportazione di cute, grasso sottocutaneo e di una porzione di ghiandola mammaria.
Alla fine dell’intervento le ferite vengono suturate con fili sottili e vengono posizionati dei drenaggi in aspirazione che vengono rimossi 24-48 ore dopo l’intervento.
L’intervento di mastoplastica riduttiva può richiedere tempi operatori di tre ore circa.
La degenza postoperatoria è variabile da uno a tre giorni.
La medicazione prevede che la paziente indossi un reggiseno che verrà tolto solo per le medicazioni e che dovrà essere indossato per diverse settimane dopo l’intervento.

Postoperatorio
La paziente viene dimessa con la medicazione che inizialmente è costituita da cerotti, garze e dal reggiseno.
Il dolore nel periodo postoperatorio è limitato e può essere controllato mediante l’assunzione di farmaci antidolorifici. Vengono prescritti poi antibiotici per la prevenzione delle infezioni e viene consigliata un’attività fisica moderata.
Le suture vengono rimosse da una a due settimane dopo l’intervento.
Possono comparire transitorie ecchimosi e gonfiori a livello delle mammelle che si risolvono spontaneamente in una settimana.
Complicanze postoperatorie come l’infezione o i ritardi di guarigione sono rari e che la paziente può evitare seguendo attentamente le indicazioni che le vengono fornite dal medico.


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Redazione Sanihelp.it

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