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La magia dei succhi etnici

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Pubblicato il: 22-10-2008

Non più prodotti di nicchia, ma bevande da star: goji, ašai e rooibos conquistano sempre maggiori consensi

Sanihelp.it - Durante la dinastia Tang nel VII secolo sulle colline dell’Himalaya nei pressi di un tempio buddista crescevano delle viti che producevano piccole bacche rosse, le bacche che cadevano nell’acqua di un pozzo nei pressi donavano a quell’acqua proprietà tali che chi ne beveva restava giovane e vitale.

Fra il Tibet e la Mongolia, tutt’oggi, cresce il goji, della famiglia del Lycium barbarum, un arbusto deciduo perenne che può raggiungere anche i 3 m di altezza.
I frutti di questo arbusto sono bacche di colore rosso intenso e forma ellissoidale: si parla di «frutti della vita» e il loro succo è una delle bevande più ricercate fra le celebrità; da Madonna a Kate Moss a Misha Burton a Liz Hurley tutte ne fanno un largo consumo.

Il succo di goji contiene 19 aminoacidi diversi di cui 8 essenziali, numerosi minerali quali zinco, calcio, selenio e fosforo, discrete quantità di vitamina B e E ed è ricchissimo in vitamina C.
Il succo di goji, inoltre, contiene numerose sostanze dall’attività antiossidante ed è ricchissimo in licopene, luteina e betacarotene.

I polisaccaridi contenuti nel succo di goji si comportano come potenti adattogeni perciò questo succo è di aiuto per le persone molto stressate.
Nel succo di goji, infine, sono state rinvenute buone quantità di betaina, una sostanza ad azione detossificante sul fegato.
Il succo di goji si consiglia per le sue proprietà antibatteriche e antimicotiche, per combattere l’insonnia, come elisir di lunga vita, per rimediare alle disfunzioni sessuali e per rafforzare le difese immunitarie.



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Redazione Sanihelp.it

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