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Ictus cerebrale

Il modello da seguire è targato Lombardia

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Pubblicato il: 27-10-2008

Si chiama Stroke Unit Network ed è il più avanzato modello assistenziale per il malato affetto da ictus presente in Italia. Un'efficacissima rete con al centro la Stroke Unit

Sanihelp.it - Per abbassare la mortalità (oggi del 30%) a un mese dall’ictus, occorrerebbe che giungesse nelle strutture specializzate il 90% dei pazienti, e che queste operassero secondo lo Stroke Unit Network, un modello assistenziale molto avanzato.
Purtroppo a oggi le Stroke Unit sono solo 95, una su 570.000 abitanti, contro le 220 (una ogni 250.000) previste dai protocolli internazionali. Vi è inoltre un forte squilibrio di distribuzione regionale: al Nord ve ne sono 62, al Centro 23 e al Sud Italia solo 10.

Il modello italiano più avanzato di assistenza all’ictus si chiama appunto Stroke Unit Network (SUN), è attivo da qualche anno ed è una rete lombarda di 29 strutture funzionanti secondo i criteri validati dalla comunità scientifica tradizionale con il coordinamento dell’Istituto Clinico Humanitas. Alla base di questo sistema c’è l’idea che la Stroke Unit sia il fulcro dell’intera catena sanitaria coinvolta nella cura dell’ictus in ospedale e sul territorio.
Questo modello lombardo opera su programmi condivisi con il Pronto Soccorso e con il 118, che ha l’impegno di ricoverare sempre il paziente in Stroke Unit ed è in rete con le diverse specialità che si occupano della patologia cerebrovascolare.

Un decreto dello scorso settembre definisce le caratteristiche delle Stroke Unit, così come spiega il neurologo Giuseppe Micieli, coordinatore del SUN: «Il decreto ha distinto le Stroke Unit per complessità funzionale e dotazioni strumentali in tre differenti livelli e sono state stabilite le caratteristiche e la tempistica degli interventi che il 118 e il Pronto Soccorso dell’ospedale accettante devono attuare per rendere rapido non solo l’arrivo, ma anche il percorso intraospedaliero del paziente con ictus».

Nel resto d’Italia siamo però lontani da questo modello: vi è una forte insufficienza sul piano socio-assistenziale e l’ictus ricade non solo sul paziente, ma su tutta la sua famiglia con grave incidenza.


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