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Speciale Caffè

Aspetto un bambino ma non rinuncio al caffè

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Pubblicato il: 05-11-2008

Modificate le linee guida relative all'assunzione di caffeina in gravidanza: 2 o 3 tazzine di caffè al giorno non fanno male né alla mamma né al bambino.

Sanihelp.it - Quasi un anno di valutazione per definire le nuove linee guida relative all’assunzione di caffeina durante la gravidanza, senza rischi per il futuro del bimbo che si ha in grembo. Oggi si è stabilito che la dose raccomandata non deve superare i 200 mg al giorno, pari a 2-3 tazzine di caffè espresso.

Fino a ieri, per le irriducibili del caffè, anche se in dolce attesa, era permesso di non oltrepassare i 300 mg di caffeina al giorno, pari, parlando di tazzina di espresso all’italiana, a circa 4-5 tazzine (facendo una media visto che il contenuto di caffeina varia a seconda che si tratti di pura Arabica, di Robusta o delle miscele delle due varietà, come spesso si trova al bar), o a due tazze e mezzo di caffè all’americana.

«Molto prudentemente la comunità scientifica italiana aveva sempre comunque raccomandato di non superare, se in stato interessante, le tre tazzine di espresso al giorno (quindi una dose molto minore di caffeina) e di rivolgersi, se proprio non se ne poteva fare a meno, al caffè decaffeinato», sottolinea il professor Amleto D’Amicis, epidemiologo e Membro del Gruppo di Studio sul Caffè della Fo.S.A.N. (Fondazione per lo Studio degli Alimenti e della Nutrizione)

Il 31 gennaio 2008 la FSA (Food Standards Agency) sponsorizza due studi: il primo atto a determinare quanto ci sia di rischioso per il feto qualora la madre introduca caffeina nella dieta giornaliera, il secondo idoneo ad accertare, con il consumo di caffeina, quanto la possibile alterazione del metabolismo della stessa incida sulla gravidanza.
Allo stesso tempo e indipendentemente dall’FSA, il Committee on Toxicity of Chemicals in Foods e il Consumer Products and Environment conducono una rassegna di tutti i dati disponibili includendo anche nuovi studi scientifici. Fino a quel momento non emergono sufficienti motivi per abbassare il consumo di caffeina giornaliero. I 300 mg al giorno continuano pertanto a essere valutati sani.
Nel medesimo periodo anche il March of Dimes (USA) aveva deciso di suggerire una minore introduzione di caffeina alle donne in gravidanza: da 300 a 200 mg. Mentre l’IFIC (International Food Information Council) manteneva inalterata la sua posizione riferendosi alle numerose ricerche scientifiche che sostenevano un limite massimo di 300 mg – come consumo moderato – includendo sia le donne in dolce attesa sia quelle in allattamento.

E arriviamo ai giorni nostri: dopo lunga, approfondita e attenta analisi di tutti i dati scientifici disponibili, la FSA riduce il livello di caffeina a 200 mg giorno. Nulla da eccepire per il decaffeinato che può regalare lo stesso piacere senza creare problemi.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Fo.S.A.N.

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