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Sanità di frontiera: il sistema di controllo del Ministero della Salute italiano

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Pubblicato il: 17-03-2003

In questi anni, caratterizzati dall'aumentato flusso di merci, di persone e di mezzi di trasporto da e verso ogni parte del mondo...

Sanihelp.it - In questi anni, caratterizzati dall'aumentato flusso di merci, di persone e di mezzi di trasporto da e verso ogni parte del mondo, riveste un ruolo di rilievo uno specifico settore della sanità pubblica: la sanità transfrontaliera o profilassi internazionale.

Per profilassi internazionale o sanità transfrontaliera, si intende l'insieme delle attività e degli interventi amministrativi, anche a contenuto tecnico, messi in atto su persone, beni e mezzi che attraversano il confine nazionale, al fine di assicurare:

a) la tutela della salute pubblica e del singolo dall'esposizione a fattori di rischio biologici o chimici o fisici;

b) la salvaguardia della salute individuale e pubblica, anche legata ai problemi emergenti con i fenomeni migratori;

c) ogni altro adempimento di rilevanza sanitaria anche in attuazione di impegni internazionali.

Lo Stato italiano, con l' Accordo tra Ministero, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano del 6 dicembre 2000, ha deciso di mantenere a livello centrale le competenze connesse all'attività di profilassi internazionale. Tale volontà assegna definitivamente agli Uffici di sanità marittima , aerea e di frontiera (U.S.M.A.), strutture direttamente dipendenti dal Ministero della Salute dislocate omogeneamente sul territorio nazionale , tutte le funzioni relative agli interventi di sanità transfrontaliera su persone, merci e vettori (navi ed aerei essenzialmente) in arrivo da altri Paesi, volti a limitare il rischio di "importazione" di alcune tra le malattie infettive trasmissibili.

Tali Uffici sono situati all'interno dei maggiori porti ed aeroporti nazionali con lo scopo di costituire innanzitutto, sul campo, un filtro protettivo contro il rischio di importazione di malattie. Sono la prima struttura chiamata ad effettuare vigilanza igienico-sanitaria su mezzi, merci e persone in arrivo sul territorio italiano e comunitario.

Il Medico di Porto o Aeroporto, autorità sanitaria ed ufficiale governativo preposto a diverse funzioni, opera sulla base delle informazioni ricevute dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e delle direttive impartite dagli uffici centrali del Ministero - Direzione Generale della Prevenzione.

In particolare, le competenze in ordine alle "funzioni di profilassi internazionale su merci, persone e flussi migratori" svolte dagli uffici di sanità marittima ed aerea negli ambiti di porto, aeroporto e confine terrestre sono le seguenti:

visitare le navi, aeromobili e mezzi di trasporto in transito o in sosta nella circoscrizione di competenza;
sottoporre a sorveglianza sanitaria le persone sospette;
disporre l'isolamento e il trasporto delle persone infette;
praticare le vaccinazioni contro le malattie quarantenarie;
prelevare campioni per esami batteriologici dei materiali sospetti e provvedere all'invio di detti materiali ad un laboratorio di sanità pubblica;
adottare le misure relative alla distruzione dei vettori di malattie, alla disinfezione e alla disinfestazione di navi e aeromobili;
esercitare la sorveglianza sul rifornimento di acque potabili a bordo di natanti e aeromobili;
esercitare la sorveglianza sullo smaltimento dei rifiuti liquidi e solidi dei natanti ed aeromobili adottando particolari misure per le provenienze sospette;
disporre, in caso di decessi avvenuti a bordo o nell'ambito territoriale di competenza, gli accertamenti idonei ad accertare eventuali cause infettive.

Fonte: Minestero della Salute


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