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Scompenso cardiaco: si può prevenire nelle giovani donne

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Pubblicato il: 13-11-2008
Sanihelp.it - Quasi un milione di italiani sono affetti da scompenso cardiaco. Lo scompenso cardiaco può essere prevenuto quando la causa è l’ipertensione arteriosa polmonare, una malattia che interessa soprattutto donne giovani e che, nel tempo, provoca l’alterazione del muscolo cardiaco. Una prevenzione frutto di una terapia medica precoce, in grado di controllare la malattia.

Lo dimostra lo studio EARLY, pubblicato nel luglio 2008 sulla rivista The Lancet e condotto dal professor Nazzareno Galiè, responsabile del Centro Ipertensione Polmonare presso l’Istituto di Cardiologia dell’Università di Bologna. Questo lavoro ha dimostrato il rallentamento nell’aggravamento della malattia nel 77% dei pazienti trattati con una terapia farmacologia a base di bosentan (antagonista del recettore per l’endotelina-1). Grazie a questo trattamento, poi, la quasi totalità dei pazienti rimane stabile (solo il 3,4% peggiora contro il 13,2% di quelli cui è stato somministrato il placebo).

Lo studio dimostra che, senza trattamento, anche i pazienti con ipertensione arteriosa polmonare e sintomi lievi possono peggiorare in un breve periodo di tempo. Al contrario, il trattamento farmacologico ritarda significativamente la progressione della malattia mentre migliorano i parametri emodinamici, relativi alla circolazione polmonare.

L’ipertensione arteriosa polmonare è una patologia rara che colpisce circa 3.000 persone nel nostro paese, di cui l’80% donne. Rappresenta una delle cause di scompenso cardiaco, in particolare nelle fasce di età più giovani, essendo 50 anni l’età media dei soggetti affetti (in confronto ai 65-70 anni dei pazienti con scompenso cardiaco da altre cause).
Influisce fortemente sulla vita delle persone: la stanchezza e la sensazione d'affanno che l'accompagnano possono compromettere fortemente lo svolgimento di una vita quotidiana normale. Si tratta di una condizione molto grave: la sopravvivenza, in assenza di trattamento, è di pochi anni.

Spesso i disagi aumentano anche a causa degli effetti collaterali delle terapie: dai farmaci vasodilatatori che provocano gonfiori agli arti e mal di testa, alle infusioni endovenose continue 24 ore su 24. La terapia con bosentan comporta diversi vantaggi: migliora il respiro e diminuisce l’affanno, così salire le scale o portare la spesa non sono più una sfida. Inoltre, si tratta di un farmaco orale e questo migliora la compliance dei pazienti.


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Redazione Sanihelp.it

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