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Campagna per un uso consapevole degli antibiotici

Antibiotici sì, ma con cautela

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Pubblicato il: 14-11-2008

Ogni giorno in Italia un milione e mezzo di persone assume antibiotici. Decisamente troppi. E circa la metà degli italiani li usa anche male. E per quanto riguarda i medici…

Sanihelp.it - Prendiamo troppi antibiotici. I dati relativi al consumo degli antibiotici analizzati dall’Agenzia Italiana del Farmaco mostrano come il consumo di questa classe di farmaci continui a crescere e come l’Italia sia uno dei Paesi europei con il più alto consumo di antibiotici, preceduto solo da Francia, Grecia e Cipro.
L’incremento medio dei consumi di antibiotici in Italia dal 2000 al 2007 è stato del 18%. Oggi ogni giorno in Italia 1 milione e mezzo di persone assume un antibiotico al di fuori dell’ambito ospedaliero. Quello più consumato è la penicillina.

Colpa di prescrizioni facili, cultura del fai-da-te e anche un po’ di ipocondria (l’aumento non sembra infatti supportato da dati epidemiologici), l’utilizzo irrazionale e l’abuso degli antibiotici possono avere serie conseguenze sulla salute pubblica: da una parte si assiste a una serie di reazioni avverse a catena (di tipo dermatologico, soprattutto, ma non solo), dall’altra i batteri diventano più resistenti perché in un certo senso abituati al farmaco (si parla in questo caso di antibiotico-resistenza).

Per correre ai ripari e arrestare l’abuso dilagante di antibiotici in Italia, l’Agenzia Italiana del Farmaco, l’Istituto Superiore di Sanità e il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, in coincidenza con la Giornata europea per gli antibiotici (18 novembre), hanno realizzato la Campagna di comunicazione Antibiotici sì, ma con cautela, con l’obiettivo di informare i cittadini su scopi, modalità e tempi di assunzione corretta degli antibiotici.

Il 57% degli italiani, durante lo scorso anno, ha assunto antibiotici, ma nel 44% dei casi il farmaco non è stato prescritto dal medico, bensì acquistato autonomamente; nel 20% dei casi, chiedendo al farmacista nel 21% e chiedendo consiglio a parenti e amici nel 2% dei casi. Questo dato indica un preoccupante aumento della pratica del self-care che nell’ambito degli antibiotici è assolutamente non raccomandabile, come dimostrano anche i risultati di un sondaggio commissionato dall’Istituto Superiore di Sanità. Dall’indagine, che ha coinvolto 2.200 persone di diverse età in tutta Italia, si evince che solo un italiano su due sa cos’è un antibiotico e cosa cura e che ben quattro italiani su dieci li assume senza prescrizione medica.

Buona parte della popolazione italiana ha utilizzato antibiotici per curare infezioni ma ben il 44% li ha utilizzati in modo scorretto. Il 29%, infatti, ha preso un antibiotico per curare l’influenza e il 14% per guarire dai raffreddori. Tra le cause più frequenti di prescrizione, le infezioni delle vie respiratorie (60%) del sistema urinario (9%) dell’orecchio (6%) del cavo orale (6%). Altro dato di rilevante interesse è il completamento del ciclo della cura: il 40% degli italiani dichiara, una volta intrapresa la cura, di non averla terminata.
E i medici? Secondo il sondaggio tre quarti di loro informano il paziente sui motivi della prescrizione e sulla corretta gestione del farmaco.

Per sapere di più sull’uso corretto degli antibiotici sono disponibili il sito web www.antibioticoresponsabile.it e il numero verde AIFA 800-571661.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
AIFA e ISS

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