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Fegato grasso: snack e bibite aumentano rischio di 10 volte

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Pubblicato il: 17-11-2008
Sanihelp.it - 400.000 bambini all'anno superano il normale peso corporeo. In Europa sono almeno 5 milioni i piccoli obesi e 22 milioni quelli in sovrappeso. Nella fascia d’età della scuola primaria, cioè tra i 7 e gli 11 anni, circa il 30% dei bambini italiani è a rischio sovrappeso o obesità, fino ad osservare un picco del 36% per i bambini di 10 anni in Italia. Questo è il dato più alto in Europa.

«Il problema non è solamente il progressivo calo nel consumo di frutta e verdura fresche, ma soprattutto la sempre maggiore tendenza ad abusare di merendine, snack e bibite zuccherate», spiega il dottor Valerio Nobili, pediatra epatologo presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma e responsabile dell’ambulatorio multidisciplinare per lo studio della steatosi epatica.

Un consumo eccessivo di merendine, snack, patatine fritte, accompagnati da bibite zuccherate, che contengono grassi animali saturi o peggio grassi vegetali idrogenati, sali e zuccheri in quantità elevata, porta a obesità o ad accumulo di grasso nel fegato.
La steatosi (fegato grasso) è spesso conseguenza di una cattiva alimentazione, associata al poco esercizio fisico, e non ha sintomi, ma può portare negli anni successivi a malattie gravi, come la cirrosi epatica e l’epatocarcinoma. Ecco perché è bene sottoporre questi bambini a controlli con tempistiche appropriate presso centri di eccellenza in cui affrontare il prima possibile la patologia al fine di evitare di compromettere la propria salute nell’età adulta.

Il fegato grasso è diagnosticato nel 23% delle persone normopeso, che non assumono alcolici, altro fattore di rischio di steatosi. Il valore poi si alza al 48% nei normopeso che fanno uso di alcolici in quantità superiore a 60 g al giorno, l’equivalente di una bottiglia di vino, e scatta al 76% se queste persone sono obese. Il rischio di steatosi è 10 volte superiore per le persone obese, rispetto a quelle normopeso, e questa disfunzione epatica si manifesta preferibilmente negli uomini, rispetto alle donne (3:1).

Nel caso la steatosi fosse già manifesta può essere consigliato l’uso di integratori alimentari (reperibili nelle farmacie), come l’associazione di silibina, fosfolipidi e vitamina E, stabilizzatori di membrana e anti-ossidanti naturali, che permettono di depurare il fegato grasso o rallentarne il danno. Dati clinici hanno dimostrato che, in alcuni casi, l’uso di questi prodotti porta alla normalizzazione degli indici bio-umorali di funzionalità epatica, quali le transaminasi (AST, ALT) e gamma-GT, oltre a una diminuzione della steatosi e quindi dei trigliceridi nel fegato.


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Redazione Sanihelp.it

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