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Tumore al seno: per una donna su 10 la diagnosi arriva tardi

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Pubblicato il: 25-11-2008
Sanihelp.it - In Italia ogni anno sono circa 40.000 le donne colpite da tumore al seno. Grazie ai programmi di screening mammografico e alla diagnosi precoce, che permettono di identificare la malattia nelle fasi iniziali, sono sempre più numerose le donne che guariscono. Ma una paziente su 10 riceve la diagnosi quando la malattia è già nella fase avanzata o metastatica. E arrivare per tempo a volte non basta: circa il 20% delle donne a cui la malattia viene diagnosticata precocemente, non riesce a evitare una ricaduta o la metastasi. Con percentuali che possono raggiungere l'85% a seconda delle caratteristiche del tumore e della terapia utilizzata.

Per offrire un sostegno psicologico alle donne colpite dalla malattia, è stata inaugurata presso l’IEO di Milano Foemina: il seno nell’arte e nella medicina, una mostra curata da Alberto Agazzani e promossa da O.N.Da con il supporto di Roche, che racconta il parallelo tra due evoluzioni: quella della rappresentazione del seno nella storia dell’arte e quella della ricerca scientifica nella lotta contro il tumore al seno.
Il tumore al seno, che è il secondo tumore per diffusione al mondo, è una malattia che colpisce nel fisico e nell’anima, un affronto alla femminilità. La mostra vuole lanciare un messaggio di speranza per tutte le donne che ne sono affette.

Per tutte queste pazienti si aprono nuove opportunità terapeutiche, grazie all’inibizione dell’angiogenesi, uno dei meccanismi chiave alla base della crescita tumorale. Una strategia terapeutica che da pochi mesi è disponibile in Italia anche per il trattamento del tumore al seno in fase metastatica e che arriva a raddoppiare il tempo in cui le pazienti vivono senza progressione di malattia con un conseguente miglioramento della qualità di vita.
L’inibizione dell’angiogenesi riduce l’apporto di sangue, essenziale per la crescita del tumore e la sua diffusione nel corpo. Riducendo la formazione dei vasi sanguigni, quindi, taglia i viveri al tumore e in questo modo ne danneggia lo sviluppo. In associazione con la chemioterapia, bevacizumab, il primo anticorpo monoclonale ad agire con questo meccanismo, permette di affrontare la crescita e la diffusione del tumore, consentendo alle pazienti di ottenere un beneficio clinico rilevante.

La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 10 gennaio 2009. Il ricavato della vendita dei cataloghi della mostra sarà devoluto alla Fondazione IEO.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
O.N.Da - Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna, IEO, Roche

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