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La pillola del giorno dopo non soppianta l'uso del preservativo

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Pubblicato il: 01-04-2003

Da uno studio eseguito su madri adolescenti risulta che i metodi contraccttivi d'emergenza potrebbero contribuire a diminuire il numero di gravidanze indesiderate.

Sanihelp.it - L’autore dello studio, il Dr. Marvin Belzer, ha rilevato che sei mesi dopo avere ricevuto i contraccettivi d’emergenza, le madri adolescenti non hanno diminuito l’utilizzo del preservativo.

Dopo sei mesi, soltanto il sette percento delle donne che disponevano della pillola del giorno dopo ha dichiarato di essere rimasta incinta, per contro si sono registrate gravidanze nel 18% delle donne alle quali non era stato preventivamente fornito il contraccettivo.

Anche se le differenze nella percentuale di gravidanze tra i due gruppi potrebbe essere dovuta a fattori casuali, Belzer sostiene che è importante prevenire ogni possibile gravidanza indesiderata. "Qualsiasi metodo riesca a ridurre il numero di gravidanze indesiderate è comunque utile" ha aggiunto Belzer.

Il ricercatore ha spiegato che la contraccezione d’emergenza si basa su dosaggi superiori alla norma di normali contraccettivi orali. La pillola agisce interrompendo l’ovulazione o impedendo a un ovulo fecondato di impiantarsi nell’utero.

Nell’ambito di questo studio, Belzer e i suoi colleghi del Children's Hospital di Los Angeles, California, hanno fornito a 160 madri di età compresa tra 14 e 20 anni, un breve programma educativo sul modo di utilizzare e di procurarsi i contraccettivi d’emergenza.

Dopo la presentazione, metà delle ragazze ha ricevuto una dotazione di contraccettivi d’emergenza, con l’assicurazione che essa sarebbe stata reintegrata qualora l’avessero esaurita.

Presentando i risultati alla riunione annuale della Society for Adolescent Medicine a Seattle, Belzer e i suoi collaboratori hanno rilevato che, come prevedibile, era più probabile che utilizzassero il contraccettivo d’emergenza, le donne alle quali esso era stato preventivamente fornito.

Prima dell’inizio dello studio, soltanto il sette percento delle partecipanti affermava di avere utilizzato un contraccettivo d’emergenza. Tuttavia, nel corso dei successivi sei mesi, l’85 percento delle adolescenti alle quali era stato preventivamente fornito il farmaco, affermava di averlo utilizzato.

Belzer e il suo gruppo di ricerca hanno sottolineato che l’utilizzo era stato incoraggiato anche dalle informazioni tecniche: il 19 percento delle ragazze, dopo essere state istruite sull’uso e sul modo di procurarsi il contraccettivo d’emergenza, durante i sei mesi successivi lo aveva utilizzato. "Si tratta di un metodo che le adolescenti erano effettivamente disposte ad utilizzare" ha commentato Belzer.

E nonostante i timori che, disponendo del contraccettivo d’emergenza, le donne potessero trascurare altri metodi di controllo delle nascite, gli autori hanno rilevato che le adolescenti di entrambi i gruppi, dopo avere ricevuto tutte le informazioni sulla pillola del giorno dopo, erano propense come prima ad utilizzare altri metodi di controllo delle nascite e preservativi.

In base a questi risultati, Belzer e il suo gruppo ritengono importante raccomandare ai medici di informare le madri adolescenti sul modo di usare e di ottenere i contraccettivi d’emergenza e inoltre dovrebbe essere fornita alle madri adolescenti anche una dotazione preventiva del farmaco, quando si rivolgono alle istituzioni per ottenere supporto nella pianificazione familiare.

Nel corso di un intervista, Belzer ha affermato che, con i suoi collaboratori, al momento sta analizzando i dati raccolti riguardo alle stesse madri adolescenti, 12 mesi dopo che, alla metà di esse, è stata preventivamente fornita la contraccezione d’emergenza, per cercare di capire se lo stesso andamento persiste anche nel lungo periodo.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Children's Hospital

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