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Li conosci tutti i contraccettivi?

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Pubblicato il: 07-01-2009

Dal profilattico alla spugna contraccettiva, una guida utile per evitare gravidanze indesiderate.

Sanihelp.it - Davvero li conosciamo tutti?
Tutti credono di conoscergli, ma molti sono sconosciuti al grande pubblico. Stiamo parlando dei metodi contraccettivi. Ecco un elenco di tutti quelli conosciuti.


Ogino Knaus: è un metodo che si basa sul conteggio dei giorni cosiddetti pericolosi, ovvero quei giorni in cui la donna è feconda. Il metodo si basa sull’astensione del rapporto in cui giorni. Per l’individuazione dei giorni si fa il conto dell’ovulazione. L’ovulazione avviene a metà del ciclo. Se hai un ciclo di 28 giorni, l’ovulazione dovrebbe avvenire al quattordicesimo giorno.

I periodi no sono sempre 3-4 giorni prima e 3-4 giorni dopo. Prendendo ad esempio questo giorno 14, dall’11 fino al 18, quindi, niente rapporti. Ha un indice di sicurezza del 70%, ma il conto può essere suscettibile di cambiamenti.

La temperatura basale: la temperatura del corpo è relativamente bassa prima dell’ovulazione. Infatti durante l’ovulazione si alza di 4-5 decimi, restando costante intorno ai 37 gradi fino alla mestruazione. Si possono avere rapporti solo dal quarto giorno dopo l’innalzamento della temperatura.

Prima di passare a questo metodo bisogna, per un mese, misurare la temperatura (nel retto o in vagina) la mattina, a digiuno e prima di alzarsi. Si deve riportare tutto in una tabella e poi adeguarsi.
Controindicazioni: non è fatto per tutte le donne ma solo per quelle molto precise .

La spirale: piccolo sostegno in plastica a forma di T di 7 o di Y con avvolto un filamento di rame, da cui il nome di spirale. Viene applicato nella cavità dell’utero durante il flusso mestruale con l’aiuto di una cannula flessibile, inserita dal ginecologo nel collo dell’utero.

Il meccanismo d’azione non è ancora certo: probabilmente è la reazione intrauterina a bloccare la fecondazione. Sconsigliata per le donne che hanno cicli molto abbondanti (menorragia), dolori mestruali marcati (dismenorrea) o predisposizione alle infezioni genitali. Gli effetti collaterali sono poco frequenti e solo il 10% delle donne che la adottano presenta un leggero aumento del flusso mestruale, crampi uterini o piccole perdite di sangue (spotting) nel corso del mese. Efficacia: intorno al 99%.

La pillola: contiene due tipi di ormoni sessuali femminili: un estrogeno e un progestinico e si basa sul blocco dell’ovulazione. Bisogna assumere un confetto al giorno, dal primo giorno del flusso per 21 giorni, possibilmente alla stessa ora. Poi si fa una pausa di sette giorni, durante la quale arrivano le mestruazioni, generalmente dopo due o tre giorni dall’ultimo confetto.

Dopo la settimana di pausa si ricomincia una nuova confezione, anche se non è terminato il ciclo. La pillola non va assunta se non arrivano le mestruazioni o se si hanno solo piccole perdite di sangue: potrebbe esserci una gravidanzia in corso e quindi, prima di passare a questo metodo, è opportuno un test.

Controindicazioni: è vietata alle persone che hanno vene varicose e pressione alta. Per questo è molto importante che il medico prescriva accurate analisi prima di assumerla. Comunque, a tutt’oggi, una piccola parte delle donne presenta i classici disturbi legati all’assunzione di questo contraccettivo.

Effetti collaterali possibili: aumento di peso, ritenzione idrica, gonfiori addominali, tensione o dolore al seno, facile irritabilità, cefalea, diminuzione del desiderio sessuale, variazione delle caratteristiche del flusso mestruale, nausea e vomito. La pillola ha anche effetti terapeutici e può essere impiegata per regolarizzare il ciclo, ridurre le cisti dell’ovaio, migliorare l’acne, ridurre il dolore mestruale, l’anemia.

Per l’assunzione: è una buona regola fare due o tre mesi d’intervallo ogni due anni, oppure proseguire per un periodo più lungo se non vi sono effetti collaterali.
La pillola è il metodo contraccettivo più sicuro. La minipillola: contiene solo un progestinico e va assunta senza alcuna pausa. È indicata per le donne che non possono assumere gli estrogeni e, soprattutto, per quelle che stanno allattando al seno il proprio bambino. L’indice di sicurezza è circa del 99%.

Iniezione intramuscolare di progesterone: anche se è un metodo poco utilizzato, l’iniezione intramuscolare si fa ogni 3 mesi, a partire dal primo giorno delle mestruazioni, e ha lo stesso meccanismo d’azione della minipillola. Può dare irregolarità del ciclo mestruale e in alcuni casi amenorrea (mancanza di ciclo).

Il cerotto contraccettivo:
contiene gli stessi principi attivi della pillola orale e può essere applicato sulle braccia, sull’addome o sui glutei una volta alla settimana per tre settimane al mese. Gli ormoni vengono assorbiti dalla pelle. Questa somministrazione fa diminuire disturbi come la nausea e il vomito.

Gli spermicidi: sono prodotti chimici che bloccano l’attività degli spermatozoi. Vengono diffusi con creme, gel o ovuli introdotti profondamente in vagina prima del rapporto. Possono essere usati anche in combinazione con gli altri metodi di barriera.

Il preservativo o profilattico :è uno dei metodi contraccettivi più usato, utile anche per prevenire le malattie a trasmissione sessuale. È facile da usare, ma deve essere applicato sempre dall’inizio del rapporto e non solo nella fase precedente l’eiaculazione, rimosso immediatamente dopo e, soprattutto controllato che sia integro. Se si adottano tutte queste precauzioni l’indice di sicurezza è del 90%.

Il diaframma: è una piccola calotta di gomma che va introdotta profondamente in vagina con l’aiuto di una crema lubrificante o spermicida, creando una vera barriera alla risalita degli spermatozoi. Va introdotto prima del rapporto e tolto almeno 8 ore dopo. La misura deve essere stabilita dal ginecologo. È un metodo adatto a chi ha rapporti occasionali.

Il cappuccio cervicale: molto simile al diaframma, ha un diametro di circa 3 cm e si applica direttamente sul collo dell’utero .

Il condom femminile: profilattico che viene introdotto in vagina prima del rapporto e bloccato da un anello semirigido che lo fa aderire al collo dell’utero, mentre la parte opposta aperta fuoriesce dalla vagina: può essere utilizzato fino a 5 volte.

La spugna contraccettiva: ha una forma a ciambella; assorbe i liquidi e allo stesso tempo è spermicida. Va inserita come un tampone prima del rapporto e va tolta non prima di sei ore. Può dare irritazione vaginale e in alcuni casi le donne hanno difficoltà a toglierla.


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