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Assunzione di calcio e tumore

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Pubblicato il: 01-10-2001

Gli uomini che assumono alte quantità di latte, gelato e formaggio potrebbero essere maggiormente a rischio di sviluppare un cancro alla prostata.

Sanihelp.it - NEW YORK, (Reuters Health) – Gli uomini che assumono alte quantità di latte, gelato e formaggio potrebbero essere maggiormente a rischio di sviluppare un cancro alla prostata rispetto ai loro coetanei che seguono una dieta a prodotti caseari ridotti e quindi a meno contenuto di calcio.

Uno studio effettuato su circa 21.000 uomini in un arco di tempo di 11 anni, ha rilevato che soggetti che ingerivano più di 600 milligrammi di calcio al giorno con una dieta ricca in latticini, avevano il 32% di probabilità in più di sviluppare un cancro alla prostata rispetto a quelli che assumevano una dose di calcio giornaliero di 150 mg.
Una assunzione di 500 mg di calcio al giorno, è stato associato ad un incremento del 16% di rischio di cancro prostatico.

Un’assunzione massiccia di calcio, in particolare quello contenuto in prodotti caseari, può sopprimere i livelli di vitamina D nel sangue.
La Dott.ssa June M. Chan, autore dello studio afferma che oltre ad essere un importante elemento nutrizionale, la vitamina D è un ormone che favorisce la protezione contro il cancro alla prostata prevenendo la proliferazione delle cellule tumorali.

I risultati, pubblicati sull’American Journal of Clinical Nutrition, confermano precedenti studi che correlano il cancro della prostata con un consumo elevato di latticini.

Naturalmente non tutti concordano su queste conclusioni. Alcuni esperti ed il Consiglio Nazionale sui Prodotti Caseari ritengono insufficienti le prove che legano il consumo di prodotti caseari con il tumore alla prostata.

“Lo studio riferito è di tipo epidemiologico, ossia basato sulle osservazioni, e non entra nel merito del rapporto causa – effetto”, nota il Dott. Greg Miller, vice presidente agli affari scientifici e nutrizionali del Consiglio Nazionale. “In precedenza molti altri studi hanno escluso legami tra consumo di latticini e rischio di cancro alla prostata.” “I consumatori dovrebbero rimanere fedeli a diete con quantità di calcio adeguate al nostro fabbisogno quotidiano di calcio e senza esagerare” ha aggiunto il Dott. Miller.

La Dott.ssa Chan, dell’Università di Harvard a Boston, si è dimostrata d’accordo con queste affermazioni, asserendo che, prima di prendere provvedimenti sanitari riguardo l’assunzione di calcio da parte degli uomini, bisogna condurre studi più approfonditi sul ruolo della vitamina D. Non sono ancora chiari i meccanismi alla base della soppressione del tumore prostatico da parte della vitamina D né il modo in cui il calcio influenzerebbe, innalzandolo, il rischio di cancro.
Lo studio, inoltre, non ha approfondito l’influenza degli integratori di calcio sullo sviluppo del tumore, ha aggiunto la Dott.ssa Chan.

“Mentre attendiamo studi più approfonditi, gli uomini che fanno uso di integratori di calcio dovrebbero rivalutare il loro utilizzo e discutere con il loro medico i possibili rischi e benefici di questa supplementazione alimentare.”, ha affermato.

Dallo studio è anche emerso che il gruppo di persone che assumono più prodotti caseari tendono a fumare meno, ad ingerire complessi multivitaminici e a fare più esercizio fisico rispetto a quelli che ne consumano quantità inferiori.


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Redazione Sanihelp.it

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