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Sesso: solo con il desiderio la pillola funziona

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Pubblicato il: 19-01-2009

In aumento i problemi sessuali tra i giovanissimi e i single. Ma in soccorso degli uomini a rischio défaillances ci sono oggi appositi farmaci orali.

Sanihelp.it - Il deficit erettile è una realtà in preoccupante aumento, soprattutto fra i giovanissimi (17-20 anni). Un fenomeno dovuto in parte anche a una distorta educazione sessuale delle fasce più giovani della popolazione maschile. «La domanda più ricorrente sulla sessualità da parte delle giovani generazioni è quella inerente all’individuazione di una normalità nella sfera sessuale - spiega Bruno Giammusso, andrologo - All’andrologo i ragazzi chiedono quali sono i criteri oggettivi per stabilire la lunghezza del pene, il numero dei rapporti settimanali o la durata media di un amplesso, e capire così se sono normali.
Questo dimostra il loro drammatico senso di inadeguatezza e la mancanza di riferimenti. È scioccante come la maggior parte di loro si sia procurato un’educazione sessuale fuorviante e lesiva dalla pornografia. Questo vale soprattutto per i maschietti. Le ragazze, per via dello sviluppo puberale e dei continui riferimenti all’esperienza futura della maternità, sono propense a instaurare con il proprio corpo un’intimità anticipata rispetto ai loro coetanei e quindi a maturare una conoscenza sessuale più precoce».

Un’altra categoria a rischio di sviluppare problemi sessuali sono i single a tutti i costi, per due motivazioni: il contesto ansiogeno tipico dei rapporti occasionali e la ricerca frequente di rapporti sessuali come collante di un’esistenza improntata alla solitudine. Non a caso il 92% degli uomini italiani con una relazione di coppia stabile ha un elevato livello di autostima (che abbiamo visto è un importante fattore favorente la soddisfazione sessuale), contro l’81% di chi invece non ha una relazione.

Ma perché gli uomini sono più a rischio delle donne di sviluppare problemi sessuali? «Perché nel maschio sono più alti gli indicatori di rischio modificabili, quali il consumo di alcol e droghe, il fumo, la mancanza di sonno, la vita sregolata ecc. – spiega l’esperto - Ma oggi vi sono diverse possibilità terapeutiche che permettono all’uomo di tornare a vivere la propria vita sessuale con sicurezza e spontaneità.
La percezione e il vissuto dei farmaci PDE5 inibitori, la classe di farmaci orali con indicazione per il trattamento della disfunzione erettile, variano a seconda delle età. Sono gli ultra cinquantenni a essere più inclini al loro utilizzo, percependoli soprattutto come una terapia per problemi fisiologici. Mentre i giovani, invece, tendono a percepire i rimedi farmacologici come un segreto o una trasgressione. Oggi i PDE5 inibitori sono farmaci sicuri, ma necessitano sempre di un'attenta valutazione medica».

E come viene presa dalla donna l’intrusione di un farmaco nella sua vita intima? «A volte la donna può colpevolizzarsi delle défaillances sessuali del marito e vivere il farmaco come una conferma della privazione del suo ruolo ancestrale di seduttrice. Non è raro neppure che le mogli interpretino i problemi sessuali dei mariti come prova di un loro tradimento. Tant’è che capita di frequente che dall’andrologo arrivino uomini, affetti da deficit erettile, sfiniti dalle pressioni e dai sospetti delle compagne e spinti, più che dalla voglia di risolvere il loro problema, dal desiderio di ritrovare la serenità familiare.
Per fortuna oggi queste barriere sono state in gran parte superate e le donne hanno capito che, senza l’amore e il desiderio, la pillolina non funziona!».


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