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Psicofarmaco per bambini causa gravi danni al fegato

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Pubblicato il: 27-01-2009
Sanihelp.it - La Food and Drug Administration, dopo l’ennesimo report per gravi danni epatici – anche mortali - riportati da picoli pazienti trattati con lo psicofarmaco atomoxetina (nome commerciale Strattera), ha emesso una comunicazione urgente indirizzata a tutti i medici autorizzati all’esercizio della professione negli Stati Uniti, sollecitandoli a informare immediatamente le famiglie dei loro pazienti circa i rischi associati all’uso del medicinale, con preghiera di contattare il proprio medico al primo sintomo di fatica, perdita di appetito, nausea, vomito, prurito, urine scure, ittero della pelle, gonfiori dell’area epatica o inspiegabili sintomi influenzali.

Lo Strattera fu approvato il 26/11/2002 come psicofarmaco per trattare i bambini iperattivi, distratti e agitati. Dal 2002 al 2007, circa 3,3 milioni di pazienti hanno ricevuto prescrizioni di atomoxetina nei soli Stati Uniti, e di essi circa 2,1 milioni (64%) erano minorenni. L’FDA nella sua comunicazione scrive che mentre nella fase di pre-commercializzazione non erano stati evidenziati segnali circa possibili danni gravi al fegato, i report successivi alla commercializzazione hanno identificato nell’atomoxetina un elemento causante malattie epatiche, anche gravi e a volte mortali.
A seguito di tali reports, nel 2004 è stata resa obbligatoria l’aggiunta di un avviso sui foglietti illustrativi indicante i potenziali rischi di gravi danni al fegato. Ma l’FDA dichiara di aver ricevuto sei ulteriori report di gravi danni epatici in pazienti trattati con atomoxetina. I foglietti sono stati rivisti in senso ancor più restrittivo nel 2007, ma le segnalazioni non cessano di pervenire.

Il fegato è il principale organo che metabolizza i farmaci, e a volte questi possono causare danni alle cellule epatiche: da aumenti di attività enzimatica nel sangue, a un vero e proprio collasso dell’organo con conseguente necessità di trapianto. Questo tipo di danni possono portare anche al decesso e questa è una delle ragioni principali per cui un farmaco viene rimosso dal mercato.

La professoressa Graziella Fava Vizziello, Primario, Neuropsichiatra Infantile e Professore Ordinario di Psicologia all’Università di Padova, ha dichiarato al riguardo: «Con questi psicofarmaci i genitori preferiscono far classificare il figlio come ADHD piuttosto che affrontare situazioni complesse. Spesso i genitori si rendono conto che i bambini stanno soffrendo anche gravemente a causa del trattamento farmacologico, e li portano da noi con il sospetto che qualcosa non stia funzionando, ma non decidono di far sospendere il farmaco per paura di perdere il controllo della situazione. Oltre agli effetti dello Strattera sul fegato, ho visto bambini completamente appiattiti, totalmente disinteressati all'ambiente, con lo sguardo vuoto e immobilizzati dal farmaco, più che calmati».


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Campagna Nazionale Giù le mani dai bambini

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