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Tumore

Chirurgia: prima e dopo l'intervento

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Pubblicato il: 10-02-2009

La scoperta di un tumore è sempre un evento doloroso e traumatico nella vita di una persona. A questo si affianca spesso la necessità dell'intervento, che suscita ansia e preoccupazione

Sanihelp.it - In ambito chirurgico si tende a preferire alla chirurgia radicale, asportazioni limitate associate a radioterapia o chemioterapia.
In alcuni casi però, la soluzione migliore rimane l’intervento chirurgico radicale come mastectomia, isterectomia, laringectomia o l’amputazione di un arto. Queste operazioni comportano una perdita di struttura corporale e di funzionalità corporale, ritenute però preferibili da molte persone rispetto al progredire della malattia.
All’intervento radicale spesso segue la riabilitazione.

Molti pazienti sono ansiosi all’idea di subire un intervento chirurgico: i timori riguardano l’anestesia, eventuali complicazioni e dolore postoperatorio.
Una volta che l’intervento è andato bene, il paziente è generalmente sollevato, mai euforico. Nel caso in cui l’esito dell’intervento non sia completamente positivo, il paziente rischia di avere reazioni depressive. A volte soprattutto negli anziani, si sviluppa un delirio postoperatorio, dovuto a disturbi metabolici o a una reazione farmacologia.

È consigliabile:

• Fissare qualche colloquio pre-operatorio per spiegare al paziente il procedimento proposto.
Training pre-operatorio per il controllo dell’ansia, con l’utilizzo di tecniche di rilassamento.
Consulenza postoperatoria per affiancare il paziente nei mesi successivi all’operazione, discuterne le emozioni e affrontarne i problemi pratici.
Sostegno di altri pazienti per incoraggiamento.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Cancro ed emozioni - Centro Scientifico Editore

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