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Scoliosi: se ginnastica e busto non bastano c'è l'intervento

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Pubblicato il: 05-02-2009
Sanihelp.it - La scoliosi è una malattia che insorge in genere nell’infanzia, intorno ai 10 anni d’età, in altri casi è presente sin dalla nascita. Specie nelle ragazze, questo difetto della colonna vertebrale viene vissuto come invalidante, causa spesso di stati depressivi e di disattamento sociale. Inoltre la scoliosi evolve nel tempo, anche velocemente e, se non trattata, provoca non solo dolore e problemi deambulatori, ma anche gravi deformità che possono compromettere la funzionalità di molti organi, principalmente cuore e polmoni, portando anche alla morte. Per questo è fondamentale la diagnosi precoce, grazie all’aiuto dei genitori, del pediatra o del medico di famiglia.

Quando la curvatura è superiore ai 40° è quasi sempre necessario ricorrere all'intervento chirurgico che serve a correggere tridimensionalmente la deformità ripristinando il normale bilanciamento della colonna vertebrale. Nelle scoliosi minori il paziente può ricorrere a trattamenti conservativi come la ginnastica rieducativa e il busto che, oltre a essere mal sopportato, può essere portato per un periodo limitato della vita, causando ugualmente in alcuni casi la progressione della malattia.

Oggi, grazie alle evoluzioni in campo chirurgico, è possibile trattare anche i casi più gravi. L'intervento moderno prevede l'inserimento di viti nei peduncoli delle vertebre deformi e l'allineamento della curvatura con 2 barre parallele, sagomate e resistenti. Tale fissazione, stabile, permette al paziente di camminare dopo un paio di giorni dall'intervento e di non dover usare nessun busto o gesso. Inoltre il ritorno a scuola è possibile in genere dopo solo 2 settimane di convalescenza mentre la ripresa dell'attività sportiva è quasi sempre possibile dopo 6 mesi: tempi di gran lunga inferiori rispetto a quelli richiesti dal busto ortopedico.
Lo scopo dell'operazione è correggere la deformità con il riequilibrio del rachide e creare una fusione stabile del tratto operato, mediante l’impianto di osso autologo e sostituti. Il materiale utilizzato è in genere la lega di acciaio, meglio modellabile e non deformabile, specie nelle curvature più rigide.

In Italia sono solo una decina i centri che si occupano di deformità della colonna. Uno di questi è l'Ospedale di Schio,
Vicenza, Centro Regionale di Riferimento per la Chirurgia Vertebrale, dove l'intervento si pratica già da 8 anni e sono state già operati circa 200 pazienti.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Medtronic Italia S.p.A.

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