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Pozzetto e il fumo: smettere per stare bene

Insieme contro il fumo che uccide

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Pubblicato il: 09-02-2009

Renato Pozzetto è il testimonial di una nuova campagna ministeriale sugli effetti negativi del fumo. Lo spot è rivolto a fumatori abituali e giovanissimi.

Sanihelp.it - Ricordate il tormentone del mitico Renato Pozzetto, il suo famosissimo «Taac.. »? Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ha scelto questo simpatico e riconoscibile slogan sonoro per veicolare una nuova, vastissima, campagna di comunicazione anti-fumo che partirà proprio in questi giorni con la messa in onda di uno spot sulle principali emittenti televisive.

Protagonisti il noto attore di cinema e teatro e una graziosissima bimba bionda. Due generazioni diverse messe di fronte allo stesso problema: il fumo uccide, sia che lo pratichiamo, sia che lo respiriamo. E le vittime inconsapevoli e impotenti della sigaretta sono proprio loro, i bambini, che sono esposti loro malgrado ai rischi delle nuvole nere, e che spesso, per emulazione di chi vive con loro, diventano fumatori a loro volta.

Ecco perché le autorità hanno pensato di incentivare l’informazione sull’importanza della prevenzione dal tabagismo, un’abitudine per molti versi non salutare e che crea una forte dipendenza. Servono una sensibilizzazione costante e una strategia di comunicazione di lunga durata, che prenda in considerazione sia gli aspetti collegati alla prevenzione dell’iniziazione al fumo dei giovani (fumatori potenziali) che quelli relativi alla dissuasione all’abitudine del fumo degli adulti (fumatori attivi). Per rispondere a questo duplice target, la campagna sarà rivolta in un primo momento agli adulti (febbraio - aprile), e successivamente, entro la primavera, saranno avviate anche specifiche iniziative per sensibilizzare i più giovani.

Gli obiettivi della campagna sono quelli di ridurre il numero dei fumatori abituali, tutelare i non fumatori sensibilizzando i fumatori sui danni provocati agli altri e prevenire l’avvicinamento dei giovanissimi al fumo.
Lo slogan della compagna è: Il fumo uccide: difenditi! In pratica: il fumo danneggia la tua salute e riduce le tue prestazioni fisiche. Una delle cause principali dell’iniziazione al fumo e del mantenimento di questa abitudine è infatti la mancata percezione del pericolo reale per la propria salute. In particolare si è voluto richiamare l’attenzione sulle principali patologie fumo-correlate: infarto, tumore e arteriosclerosi, nonché sui diversi effetti collaterali della sigaretta sulla salute, l’aspetto fisico e la qualità della vita di uomini e donne.

Il tabacco infatti è una causa nota o probabile di almeno 25 malattie, tra le quali broncopneumopatie croniche ostruttive e altre patologie polmonari croniche, cancro del polmone e altre forme di cancro, cardiopatie, vasculopatie. La mortalità per carcinoma polmonare ha superato abbondantemente quella del tumore allo stomaco divenendo la terza causa di morte nell’ambito delle patologie tumorali, dopo mammella e colon-retto.
Si stima che siano attribuibili al fumo di tabacco in Italia dalle 70.000 alle 83.000 morti l’anno. Oltre il 25% di questi decessi è compreso tra i 35 e i 65 anni di età.

Il tabacco provoca più decessi di alcol, Aids, droghe, incidenti stradali, omicidi e suicidi messi insieme. L’epidemia del tabacco è una delle più grandi sfide di sanità pubblica della storia. L’OMS ha definito il fumo di tabacco come la più grande minaccia per la salute nella Regione Europea.
E dire che ormai, al giorno d’oggi, le morti e le malattie fumo-correlate sono interamente prevedibili e prevenibili: si conosce, infatti, esattamente cosa provoca l’uso di tabacco, come e quanto uccide, cosa danneggia e come fare per evitare tutto ciò. Basta metterlo in pratica.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali

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