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Pozzetto e il fumo: smettere per stare bene

Il fumo nel mondo: ultima fotografia

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Pubblicato il: 09-02-2009

Ogni anno quasi sei milioni di persone muoiono a causa del fumo. Una situazione allarmante, anche se la legge antifumo ha dato risultati positivi.

Sanihelp.it - I fumatori nel mondo sono 650 milioni. In Italia fumano circa 11,2 milioni di persone. I morti a causa del fumo sono 5.4 milioni ogni anno. Si stima che nel 2030 saranno 8 milioni. In Italia ogni anno muoiono a causa del fumo 80.000 persone e nell’Unione Europea 650.000

Il fumo attivo rimane la principale causa di morbosità e mortalità prevenibile nel nostro Paese, come in tutto il mondo occidentale, anche se gli ultimi dati confermano quanto osservato dall’analisi del trend storico degli anni precedenti, secondo cui negli ultimi 50 anni si assiste a una graduale diminuzione dei fumatori.
I più recenti dati ISTAT indicano, infatti, una riduzione della prevalenza dei fumatori dal 23,8% degli ultraquattordicenni nel 2003 (31% maschi – 17,4% femmine) al 22,2% nel 2008 (28,6% maschi – 16,3% femmine). Anche l’indagine telefonica DOXA del 2008 promossa dall’ISS/Osservatorio fumo, alcol e droghe, registra una riduzione di 1,5 punti percentuali rispetto all’anno precedente nella prevalenza passata dal 23,5% al 22% delle persone dai 15 anni in su (pari a 11,2 milioni di persone).

La diminuzione è della stessa entità sia per gli uomini che per le donne. Le classi di età in cui si registrano più fumatori sono quelle dei 25-44 anni e dei 45-64 anni. La più alta percentuale di fumatori si osserva nell’Italia del sud e nelle isole. Il numero medio di sigarette fumate al giorno oscilla intorno a 15 per quasi la metà dei fumatori.

Per quanto riguarda i giovani, la diffusione dell’abitudine al fumo è ancora troppo alta, soprattutto tra i giovani (nel 2007, nella fascia d’età 20-24 anni, i fumatori sono il 28,8%). La stessa Indagine Multiscopo (ISTAT, 2007), evidenzia che adolescenti e giovani iniziano a fumare più precocemente di cinque anni fa. Infatti, il 7,8% dei giovani di 14-24 anni ha iniziato a fumare prima dei 14 anni. 

A quattro anni dall’entrata in vigore della Legge 3/2003, il bilancio può essere considerato positivo: la popolazione si è dimostrata generalmente favorevole al provvedimento e consapevole della sua importanza per la salute pubblica. E i dati indicano un buon livello di osservanza in tutto il paese. Ai controlli di NAS nei luoghi in cui si applica il divieto di fumo, sono state riscontrate solo 82 infrazioni al divieto (pari al 4.9% dei controlli), di cui 37 a persone che fumavano dove vietato (il 2,2% dei controlli); le restanti infrazioni riguardavano mancata o non corretta esposizione dei cartelli.

Nel corso del 2008 le vendite di sigarette si sono ridotte dello 0,9%, corrispondente a 42 milioni di pacchetti venduti in meno (circa 4 pacchetti in meno acquistati da ciascun fumatore). Per la prima volta negli ultimi 10 anni le vendite sono scese sotto la soglia dei 92 milioni di kg.
È da notare, tuttavia, un ulteriore notevole aumento nell’ultimo anno delle vendite del tabacco trinciato (per le sigarette fai da te), le cui vendite sono quasi raddoppiate dal 2004. Questo tipo di tabacco, che rappresenta attualmente l’1,3 % del mercato, ha un costo inferiore rispetto alle sigarette ed è, quindi, particolarmente appetibile per i giovani consumatori.

Secondo i dati del sistema di sorveglianza PASSI (un’indagine annuale telefonica), il 70% degli intervistati ha dichiarato che non è consentito fumare nella propria abitazione. Tra gli intervistati che lavorano, l’85% ha riferito che il divieto di fumare nel luogo di lavoro è rispettato sempre o quasi sempre.
Sempre secondo il sistema PASSI il 60% dei fumatori che sono stati da un medico nell’ultimo anno ha ricevuto il consiglio di smettere di fumare. Il 41% degli attuali fumatori ha tentato di smettere nell’ultimo anno; fra gli ex fumatori, il 94% ha smesso di fumare da solo. Circa due fumatori su tre hanno ricevuto il consiglio di smettere da parte di un medico o di un operatore sanitario negli ultimi 12 mesi. Nella quasi totalità dei casi, gli ex fumatori hanno riferito di avere smesso da soli.

Nell’ambito del programma di Prevenzione delle Aziende Sanitarie Locali a sostegno della legge 3/2003 e grazie alla collaborazione con il Centro per lo Studio e la Prevenzione Oncologica – CSPO (Istituto Scientifico Prevenzione Oncologica) della Regione Toscana, è stato condotto un progetto di ricerca con lo scopo di confrontare la situazione prima e dopo due anni l’entrata in vigore della legge 3/2003, attraverso la misurazione della concentrazione di nicotina in ambienti di ristorazione in Italia (paese di intervento) e in Austria (paese di controllo). I risultati hanno confermato che il livello di concentrazione di nicotina è diminuito notevolmente in Italia dopo due anni dall’entrata in vigore della legge, rispetto a quello misurato nei locali di ristoro austriaci, che rimaneva pressoché costante.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali

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