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Fumo: perché smettere fa vivere meglio

Smettere di fumare aiuta anche il sesso

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Pubblicato il: 09-02-2009

La nuova campagna anti-fumo concentra l'attenzione sui rischi correlati al tabagismo. Dal sesso al cervello, ecco i 10 "effetti killer" della sigaretta.

Sanihelp.it - L'assunzione costante e prolungata di tabacco è in grado di incidere sulla durata della vita media, oltre che sulla qualità della stessa: 20 sigarette al giorno riducono di circa 4,6 anni la vita media di un giovane che inizia a fumare a 25 anni. Ovvero per ogni settimana di fumo si perde un giorno di vita.

Il Center for Disease Control and Prevention (CDC) degli U.S.A. ha identificato 27 malattie fumo-correlate. La gravità dei danni dovuti all'esposizione (anche passiva) al fumo è direttamente proporzionale all'entità del suo abuso. Più precisamente sono determinanti: età di inizio, numero di sigarette giornaliere, numero di anni di fumo e inalazione più o meno profonda del fumo.

Il fumo:

1. aumenta l’incidenza di malattie polmonari: secondo L'Organizzazione Mondiale della Sanità il 90-95% dei tumori polmonari, l'80-85% delle bronchiti croniche ed enfisema polmonare e il 20-25% degli incidenti cardiovascolari sono dovuti al fumo di tabacco; aumenta anche l’incidenza e la gravità di episodi asmatici e infezioni respiratorie ricorrenti

2. nuoce al cuore e alle arterie: danneggiando le cellule che rivestono internamente i vasi arteriosi e favorendo la formazione di placche ostruttive e trombi, il fumo è la causa principale di infarto e malattie coronariche in uomini e donne, si associa al 30% delle morti causate da malattie coronariche, a un aumentato rischio di morte improvvisa, a un’ aumentata mortalità perioperatoria in pazienti con by pass coronarico, a un aumentato rischio di cardiopatia ischemica, stroke (letteralmente colpo apoplettico: il rischio di incidenti di questo tipo aumenta del doppio o del quadruplo tra i fumatori) e aneurisma aortico

3. pregiudica le performances sessuali maschili e la fertilità: il tabacco è nefasto per l'erezione e la qualità del liquido seminale, perché ha un effetto dannoso a livello vascolare, favorendo la formazione di ateromi in tutte le arterie, e diminuisce l'elasticità del tessuto erettile e quindi la sua capacità di dilatarsi: ecco perché i forti fumatori spesso hanno un’erezione molto meno duratura; il fumo inoltre può ridurre la fertilità mediante riduzione della densità dello sperma, del numero e della mobilità degli spermatozoi

4. fa diventare più brutti: il fumo accelera l’invecchiamento della pelle e provoca un aumento dell'irsutismo del volto e della raucedine con un rischio relativo per le forti fumatrici (+ di 10 sigg./die) di 5,6 per l'irsutismo del volto e di 14,2 per la raucedine; diminuisce le difese immunitarie nei confronti della placca batterica; determina un ingiallimento della dentina; aumenta il rischio di gengiviti

5. aumenta il rischio di problemi mentali: secondo ricercatori londinesi il fumo, una volta introdotto, causa un restringimento e un indurimento delle arterie, compromettendo l'apporto di ossigeno al cervello

6. influisce negativamente sull'apparato riproduttivo femminile, provoca menopause più precoci di circa 2 anni rispetto alle non fumatrici in quanto altera la normale produzione di ormoni sessuali femminili

7. in gravidanza aumenta i rischi di aborti di bambini nati morti, e di avere neonati sottopeso (-200 g. in media); può causare un ritardo di crescita e di sviluppo mentale oltre che polmonare (capacità respiratoria inferiore del 10%) del bambino

8. aumenta il rischio di cancro: della bocca, della vescica, del fegato, della laringe, dell'esofago, del pancreas

9. fa male agli occhi: il fumo è un fattore di rischio per lo sviluppo e la progressione di un precoce danno renale diabetico (albuminuria) e per il peggioramento della retinopatia nei giovani diabetici

10. fa male a chi ci circonda: il Surgeon General del USA e la National Accademy of Sciences affermano che anche il fumo passivo è in grado di indurre il cancro polmonare nei fumatori e che i figli di genitori fumatori hanno una maggiore incidenza, rispetto ai figli di non fumatori, di polmoniti, bronchiti, crisi asmatiche e rinofaringiti con otiti purulenti; si segnala anche un aumentato rischio per le malattie coronariche e degli attacchi cardiaci del 20%.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali

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