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Basta il ricordo dell'atto sessuale per stimolare reazioni chimiche nel cervello

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Pubblicato il: 28-04-2003

Una nuova ricerca indica che per un ratto maschio il solo fatto di trovarsi nella gabbia dove abitualmente pratica attività sessuale, sarebbe sufficiente a provocare un innalzamento delle sostanze chimiche cerebrali coinvolte nella sensazione di piacere, indipendentemente dalla presenza della femmina.

Sanihelp.it - La produzione delle sostanze chimiche che presiedono alla sensazione di piacere, inclusa la dopamina, raggiunge un picco quando gli animali eiaculano durante il rapporto sessuale, afferma la Dr. Lique M. Coolen, docente associato di biologia cellulare, neurobiologia e anatomia presso l’Università Cincinnati College of Medicine dell’Ohio.
Durante il suo intervento alla conferenza annuale di Biologia Sperimentale, la Coolen ha affermato che l’innalzamento di questi recettori chimici avviene in aree cerebrali notoriamente associate alla motivazione e alla gratificazione. Inoltre le medesime sostanze inducono negli animali un’aumentata risposta ad alcuni stupefacenti, quali le anfetamine.
I risultati fanno parte di una ricerca ancora in corso che la Coolen spera potrà risolvere alcuni dei numerosi misteri sull’appagamento sessuale.
Non è noto il perché dell’eiaculazione o dell’orgasmo, e neppure quale sia l’esatto stimolo che scatena l’eiaculazione, il punto di non ritorno nell’uomo Lo scorso anno, la Coolen e i suoi collaboratori hanno realizzato un importante progresso con la pubblicazione sulla rivista Science della scoperta che alcune cellule, dette neuroni lombari spinotalamici (LSt) situate nella parte inferiore del midollo spinale, sembrano essenziali per l’eiaculazione. Quando nei ratti maschi queste cellule subivano un danno, gli animali potevano compiere l’atto sessuale, ma non riuscivano più ad eiaculare.
"Adesso stiamo tentando di individuare lo stimolo che attiva queste cellule per provocare un’eiaculazione," ha proseguito la ricercatrice.
La Coolen sta tentando di organizzare le conoscenze sulla risposta sessuale per capire gli effettivi meccanismi responsabili del piacere sessuale, che coinvolgono sia l’apparato genitale sia il cervello; ma si tratta di percorsi estremamente complessi.
La studiosa spera che la propria ricerca possa un giorno contribuire a trovare nuovi metodi di trattamento dei disturbi sessuali.
"Potremmo riuscire a sviluppare farmaci in grado di ritardare o stimolare l’eiaculazione negli uomini affetti da disfunzioni sessuali," ha ribadito.
Tuttavia nell’uomo le cellule LSt non sono ancora state localizzate e non è ancora chiaro se esse svolgano un ruolo nella sessualità femminile.
Anche se queste cellule sono state localizzate nelle femmine del ratto, esse non si attivano durante l’attività sessuale ed, al momento, non è possibile sapere se queste cellule abbiano un ruolo nel comportamento sessuale femminile.


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Redazione Sanihelp.it

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