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Quando può essere utile un'integrazione

Il magnesio: l'amico delle donne

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Pubblicato il: 10-03-2009

Sportive o stressate, giovani o anziane, durante il ciclo, la gravidanza o la menopausa: il magnesio è una soluzione su misura per le esigenze delle donne di tutte le età.

Sanihelp.it - Le donne di oggi sono delle vere acrobate, affrontano la vita di tutti i giorni su più fronti (lavoro, famiglia, cura del corpo e sport), sempre con lo stesso impegno e la stessa dedizione. Mai un cedimento, mai una pausa. E il fisico ne risente, diventando stanco, vulnerabile alle malattie e agli effetti dello stress. Non solo lui: anche la mente può mandare dei segnali di malessere, con sbalzi d’umore, insonnia o sonnolenza, alterazioni dell’appetito.

In queste situazioni può venirci in aiuto un oligoelemento, il magnesio, una sostanza fondamentale per la nostra salute perché favorisce l’attività del sistema nervoso, è indispensabile nella contrazione muscolare, aiuta le cellule a lavorare al meglio e interviene in oltre 300 reazioni enzimatiche.

Quando questa sostanza è carente, l’efficienza dell’organismo può venire meno e si osservano debolezza muscolare, alterazioni dei cicli ormonali femminili, a volte persino depressione.
Un’insufficienza di magnesio può dipendere sia da un’inadeguata introduzione con la dieta sia da un fabbisogno aumentato per diverse ragioni. La dose giornaliera consigliata di magnesio è 320 mg nella donna e 420 mg nell’uomo, ma il 20% della popolazione consuma meno dei due terzi della dose giornaliera raccomandata.

Un’integrazione di magnesio può essere utile per le donne:

1. Sportive: per chi pratica attività sportiva, e in particolare per quanti si dedicano a sport di resistenza come la corsa lenta, il tennis o il calcio, esiste uno specifico rischio di carenza di magnesio, che tende a perdersi con la sudorazione; questo può comportare crampi fino a veri e propri dolori muscolari (mialgie) e a una riduzione della resistenza allo sforzo.

2. Stressate: lo stress può determinare una carenza di magnesio attraverso diversi meccanismi, mediati dagli ormoni che si innalzano proprio in caso di tensione cronica, come l’adrenalina, l’adiuretina, gli ormoni tiroidei e i corticosteroidi (con azione simile al cortisone); inoltre può indurre una maggior eliminazione attraverso i reni di taurina e porta a una ridotta produzione di insulina: questi due elementi facilitano la conservazione del magnesio nell’organismo e quindi una loro carenza si accompagna a perdita di magnesio.

3. Vittime di quei giorni: più o meno in quattro donne su dieci i giorni che precedono l’inizio del ciclo sono caratterizzati da irritabilità, tensione al seno, mal di testa e spossatezza, a cui possono aggiungersi fluttuazione rapida del tono dell’umore, aumento di peso, ritenzione idrica, disturbi gastrointestinali, perdita del desiderio sessuale; un basso livello di magnesio è correlato con la comparsa di questi sintomi (sindrome premestruale), specie se si associa ad alterazione della sintesi di sostanze attive sul sistema nervoso come la dopamina e la serotonina. Il magnesio è un presidio naturale nella modulazione della irritabilità ed è un elemento chiave anche nella genesi della dismenorrea primaria primitiva: agendo come regolatore dell’attività muscolare delle fibre dell’utero, ne riduce la contrazione e quindi può limitarne l’intensità.

4. In gravidanza e allattamento: mediamente la quantità di magnesio di cui l’essere umano ha bisogno quotidianamente è pari a 6 milligrammi per chilo, ma durante la gravidanza e l’allattamento si può avere un incremento del fabbisogno.

5. In menopausa: per circa tre donne su quattro ansia, sudorazione notturne, sonno disturbato, sbalzi d’umore e difficoltà di concentrazione sono fastidi legati all’arrivo della menopausa; in molti casi anche una carenza di minerali può concorrere a questi disturbi. Il magnesio ha un’indicazione nella modulazione della sindrome neuro distonica, va a ridurre la vulnerabilità all’ipertensione e agisce sinergicamente al calcio nel contrastare la tendenza all’osteoporosi.

6. Diabetiche: l’aggiunta di magnesio alla dieta ha dimostrato un effetto positivo sui livelli di glucosio a digiuno e postprandiali sia nei soggetti diabetici sia dei controlli apparentemente sani; in più, un giusto apporto di magnesio riduce il rischio di sviluppare diabete e un adeguato intake di questo oligoelemento, se iniziato già nei giovani, può prevenire l’insulino-resistenza del diabete 2.

7. Anziane: l’avanzare dell’età si accompagna a una riduzione progressiva dei livelli di magnesio; la causa in genere è un impoverimento qualitativo e quantitativo della dieta con riduzione di nutrienti, di calcio e magnesio: la somministrazione di magnesio può aiutare a mitigare il declino fisiologico legato all’età.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Media Seminar- Il magnesio: a ognuno il suo

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