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Settimana della Prevenzione Andrologica

Problemi di sesso? Occhio a quello che mangi

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Pubblicato il: 12-03-2009

A rischio sessualità e fertilità dei maschi italiani a causa della continua esposizione ad aria inquinata e cibi non di qualità.

Sanihelp.it - Infertilità e disfunzione erettile possono essere determinate da comportamenti alimentari non equilibrati: lo sottolinea la Società Italiana di Andrologia che quest’anno, con il patrocinio del Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali e del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, dedica al tema dell’alimentazione la 9° edizione della Settimana della Prevenzione Andrologica (23-28 marzo 2009), un’iniziativa finalizzata a sensibilizzare la popolazione maschile verso una maggiore attenzione alla propria salute sessuale e alla fertilità.

«Il benessere sessuale legato all’alimentazione è dovuto a una serie di fattori che vanno dalla qualità degli alimenti all’associazione degli stessi – sottolinea Vincenzo Gentile, Presidente della SIA - Una dieta troppo ricca di carboidrati, per esempio, può provocare una risposta insulinica anomala che ha come conseguenza il calo del testosterone, l’ormone fondamentale nella regolazione della funzione sessuale maschile, mentre una dieta vegetariana può avere effetti negativi sul desiderio sessuale perché determina una deficienza di zinco, strettamente associata alla riduzione del testosterone e alla depressione dello stimolo sessuale».

«Esiste un rapporto strettissimo tra disfunzioni sessuali, problemi cardiovascolari e obesità – continua Gentile - La disfunzione erettile è sinonimo di disfunzione endoteliale e come tale identifica un legame molto stretto tra pene e cuore. La comparsa di disturbi dell’erezione è indice di un elevato rischio di infarto nei successivi 2 o 3 anni: lo ricorda anche un recente editoriale pubblicato sul British Medical Journal. L’obesità invece può compromettere nell’uomo la funzione sessuale perché la presenza di massa grassa è strettamente legata alla diminuzione dei livelli di testosterone».

Ma anche alcuni fattori ambientali possono influire sulla capacità riproduttiva dei maschi italiani, che secondo una ricerca condotta dall’Università di Pisa ha registrato un notevole calo negli ultimi anni. L’indagine infatti rivela che dagli anni ‘70 a oggi è diminuito il numero di spermatozoi per millilitro di sperma da 71 milioni a 60 milioni, con una riduzione della motilità negli ultimi 30 anni fino al 30% degli spermatozoi (negli anni ’70 era pari al 50%).

In particolare, negli uomini che vivono nei grandi centri urbani o in aree a forte industrializzazione, ma anche in zone agricole in cui si utilizzano pesticidi, è stata osservata una riduzione della motilità degli spermatozoi che, in alcuni casi, è arrivata al 20% rispetto a quella degli uomini che vivono in città più piccole.
La causa è da ricercare nell’aumentata esposizione a una serie di sostanze quali polveri sottili, piombo e ossido di carbonio presenti nell’aria, che si accumulano nei testicoli con inevitabili conseguenze sul liquido seminale.

Gli agenti inquinanti colpiscono anche l’alimentazione. L’essere umano, al vertice della catena alimentare, assorbe sostanze che si accumulano sul percorso degli alimenti e finiscono per influenzare il sistema ormonale: gli idrocarburi utilizzati in agricoltura, i prodotti utilizzati per accrescere il peso degli animali d’allevamento, la diossina, i ftalati e gli alchifenoli, sostanze che non si decompongono e finiscono nei fiumi e poi nel mare, intaccando la qualità dei pesci.

Gli effetti si avvertono sugli estrogeni che interferiscono nella produzione di testosterone, impedendo la maturazione degli spermatozoi e determinando una sempre più diffusa infertilità nel maschio, con effetti più visibili sulle nuove generazioni anche in termini di sviluppo pre e post natale degli organi genitali.
Bambini e adolescenti di oggi infatti sono fisicamente più strutturati, più alti della media di qualche decennio fa, ma presentano genitali molto più piccoli. Hanno in un caso su tre patologie andrologiche che nel 60% dei casi possono interferire sulla capacità riproduttiva.

La Settimana della Prevenzione Andrologica vedrà la disponibilità in tutta Italia, dal 23 al 28 marzo, di oltre 235 ambulatori pubblici e privati a effettuare visite specialistiche gratuite. Per individuare il centro più vicino chiamare il numero verde 800 999277 o visitare il sito www.andrologiaitaliana.it.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
SocietÓ Italiana di Andrologia

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