Trattamenti per la primavera
Parola d'ordine: esfoliare
Leviamo il grigiore invernale dalla nostra pelle e prepariamola a ricevere i primi raggi di sole con un trattamento esfoliante. Scrub, gommage o peeling? A voi la scelta.
Sanihelp.it - Finalmente è arrivata la primavera metereologica, quasi in coincidenza con quella astronomica. Siete a pronte a mostrare centimetri di pelle bianca e opaca, reduce dal lungo letargo invernale? Certo che no. Allora prima di sbizzarrirvi con gonnelline e magliette dedicate alla pelle del corpo un bel trattamento esfoliante.
Come dice la parola stessa,
esfoliare significa asportare, per via chimica o meccanica, le cellule morte presenti sulla pelle che, privata di quel velo
opacizzante che le impedisce di respirare, appare più luminosa, uniforme e compatta. Pulita in profondità e rigenerata, la pelle è così pronta a ricevere i trattamenti nutrienti e idratanti successivi (maschere o creme).
Spesso per indicare gli esfolianti per uso domestico vengono utilizzati indistintamente diversi termini quali
peeling, gommage o scrub, con la conseguenza che spesso la consumatrice, di fronte allo scaffale della profumeria o del supermercato, si sente confusa e non sa scegliere. In realtà si tratta di trattamenti molto diversi, per modalità di azione, frequenza, parti del corpo a cui sono destinati e risultati finali. Ecco un’utile guida alla scelta.
GOMMAGE
È il trattamento più delicato dei tre ed è per questo dedicato al viso. Contiene sostanze, come i
granuli di guscio di mandorla, capaci di catturare e rimuovere gli strati di pelle morta, ed è arricchito con ingredienti lenitivi e rinfrescanti (come
l’olio d’oliva) che rigenerano i tessuti, agendo come un efficace anti-età.
Va usato un paio di volte alla settimana, applicandolo sul volto umido e pulito e massaggiando con cura, soprattutto sui punti su cui si notano maggiori ispessimenti e ruvidità come naso, guance e fronte. Vanno evitate invece la zona del contorno occhi e le labbra. Poi si risciacqua con acqua tiepida.
SCRUB
Letteralmente significa
abrasione: è quindi più aggressivo rispetto al gommage e per questo più adatto per il corpo. Anche in questo caso l’azione di esfoliazione è di tipo meccanico (sfregamento e rimozione) e si svolge tramite
microsfere presenti nel prodotto che, grazie ai principi attivi detergenti, antimicrobici e disinfettanti, e alle sostanze altamente idratanti e lenitive che rilasciano, prevengono eventuali
irritazioni da sfregamento.
Lo scrub può essere usato anche due volte alla settimana e va applicato dopo il bagno o sotto la doccia, massaggiando dai piedi verso l’alto con energici movimenti rotatori, e infine risciacquato.
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di Roberta Camisasca
Fonte: Redazione Sanihelp.it
Tags: esfolianti, scrub, gommage, peeling, idrossiacidi
Revisione: 30-06-2009
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