Jade Goody: la prevenzione è vita
Mai più come lei
La concorrente del Grande Fratello inglese è morta lanciando un messaggio: il tumore all'utero si può prevenire. Ma in Italia il vaccino non è ancora per tutti.
Sanihelp.it - La morte, avvenuta quasi in diretta, di Jade Goody, concorrente del Grande Fratello inglese affetta da tumore della cervice, ha acceso i riflettori su questa malattia che colpisce oggi circa 3.500 donne nel nostro Paese e ne uccide 1.000 ogni anno. Rappresenta attualmente il terzo tumore più diffuso nelle donne dai 15 ai 44 anni.
Jade Goody aveva deciso di mostrare alle telecamere la sua malattia, per contribuire a promuovere informazione e sensibilizzazione. E in parte ci è riuscita: la sua triste vicenda e i suoi ripetuti appelli sull’importanza dei controlli e della diagnosi precoce hanno determinato
un incremento del ricorso al pap test fra il 20 e il 50%, con un parallelo aumento delle richieste di vaccino.
«Trasmissioni televisive e testimonial possono esercitare un’importanza determinante e aiutare noi specialisti nel tutelare la salute femminile – commenta Giorgio Vittori, presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) - Anche perché il
tumore alla cervice, più di altri, colpisce le persone con i livelli di reddito e di istruzione più bassi, con una scarsa integrazione sociale. Situazioni che determinano una minor prevenzione (vaccino e pap test) e una maggiore esposizione ai fattori di rischio. In primis l’infezione da
papilloma virus (HPV),
responsabile di circa il 70% di queste neoplasie e, a seguire, i rapporti non protetti, l’elevata promiscuità sessuale e altre co-infezioni sessualmente trasmesse».
Era il febbraio del 2007 quando il Ministero della Salute annunciò che l’Italia sarebbe stato il primo Paese europeo ad avviare un piano di vaccinazione pubblica e gratuita per le ragazze di 11-12 anni contro il Papilloma virus.
A distanza di due anni, la copertura nazionale della campagna pubblica di vaccinazione è ancora insufficiente, come rivela l’indagine dell’associazione Donneinrete.net, secondo cui attualmente
quattro su dieci delle bambine aventi diritto alla vaccinazione gratuita non sono state vaccinate. La media regionale di copertura risulta essere del 57%.
I vaccini attualmente disponibili sono due: il Gardasil, vaccino quadrivalente, che protegge contro i genotipi 16-18 dell’HPV, responsabili di circa il 70% dei casi di carcinoma uterino, e i genotipi 6 e 11, responsabili del 90% dei condilomi, e il Cervarix, vaccino bivalente, attivo contro i genotipi 16 e 18, responsabili di circa il 70% dei casi di carcinoma uterino.
Dai dati raccolti da Donneinrete.net emerge che 11 Regioni hanno scelto il vaccino bivalente e 10 il quadrivalente. In totale sono state messe a gara poco più di
770 mila dosi utili a vaccinare le 267 mila ragazze nate nel 1997 e oggetto della campagna di vaccinazione avviata nel 2008.
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di Roberta Camisasca
Fonte: Elaborazione Donneinrete.net su dati Istat, assessorati regionali alla Sanità e Aziende farmaceutiche
Tags: tumore alla cervice, papillomavirus, gardasil, cervarix
Revisione: 30-06-2009