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Dolore cronico: soffrono in 10 milioni, Italia in ritardo

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Pubblicato il: 08-04-2009
Sanihelp.it - Poche strutture dedicate, pochi medici specialisti dedicati, diversità di denominazioni, servizi eterogenei e risorse economiche scarse: è il quadro che emerge dal Libro Bianco della NOPAIN, Onlus Associazione Italiana per la cura della Malattia Dolore, il primo studio italiano sulle Strutture di Terapia del Dolore per il dolore cronico, dedicate cioè alla diagnosi e alla cura di tutte le sindromi dolorose.

Dall'indagine, che ha coinvolto 158 strutture pubbliche e private convenzionate italiane, emerge che su scala nazionale risultano 0.66 strutture totali di Terapia del Dolore per 250.000 residenti, ma solo 0.22 strutture avanzate di III livello per 250.000 residenti. Nelle strutture esaminate operano complessivamente solo 289 medici dedicati, 1,21 per 250.000 residenti.
L’indagine ha evidenziato inoltre una marcata disomogeneità dei servizi offerti ai pazienti ai vari livelli, sia in termini di caratteristiche organizzative, interveti erogati, risorse a disposizione, sia per le denominazioni adottate dalle medesime strutture.

Delle 158 strutture complessivamente analizzate 53 sono di terzo livello (il più avanzato) ma di queste, solo 10 raggiungono il punteggio massimo di classificazione. A livello regionale, numericamente la Lombardia è la prima regione con 25 strutture complessive di cui 8 di III livello, seguita da Piemonte e Campania. La Specializzazione prevalente dei medici presenti nelle Strutture di Terapia del Dolore è Anestesia e Rianimazione.

Il dolore cronico o inutile subentra quando, in numerose condizioni patologiche, il dolore cessa di essere un sintomo secondario della malattia e diventa esso stesso la malattia, con modifiche irreversibili dei sistemi di trasmissione e percezione degli stimoli dolorose.
Affligge in Italia circa 10 milioni di persone. La prevalenza varia tra il 10,1% e il 55,2%, è più elevata tra le donne che fra gli uomini, 39% versus 31%, e aumenta con l’età, soprattutto sopra i 65 anni. In Italia si calcola che oltre il 20% di cittadini soffrano anche per lunghi periodi della vita di sindromi dolorose conseguenti patologie croniche non neoplastiche.

Il dolore cronico può condurre a disabilità, problematiche psicologiche, inabilità al lavoro e frequente ricorso a visite e prescrizioni mediche. Il dolore è oggi la seconda causa di assenteismo dal lavoro dovuto a cause mediche. Il 50% dei pazienti con dolore cronico soffre di depressione reattiva e i disturbi ansiosi sono presenti nel 40% di tali soggetti.
In Italia la spesa annua per il controllo del dolore cronico raggiunge una stima di 18.720 milioni di euro su proiezione europea intorno al 1,8-2% del PIL.

È possibile effettuare il download della versione digitale del Libro Bianco dal sito internet dell’Associazione: www.nopain.it.


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NOPAIN

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