La missione dell'Associazione Dottor Sorriso
Il miracolo dei clown in ospedale
Carmine Danuzzo, in arte dottor Pasticcio, racconta come riesce a far ridere i bambini ricoverati in ospedale. Ridere infatti esercita diverse azioni positive sulla salute di tutti.
Sanihelp.it - Quando un bambino si trova costretto a lunghe degenze in ospedale per via di gravi malattie, perde di colpo tutta la magia, la gioia e la giocosità dell’infanzia. Non c’è spettacolo peggiore dei reparti ospedalieri di pediatria, dove i bambini lottano per sconfiggere i loro mali e tornare a vivere serenamente come tutti i loro coetanei.
Ma anche questi piccoli sfortunati possono trovare la forza di sorridere ancora, grazie all’allegria e ai giochi dei simpatici e coloratissimi dottori-clown dell’
Associazione Dottor Sorriso.
Dottor Sorriso, fondata nel 1996 su iniziativa della Fondazione Aldo Garavaglia, nasce con la missione di
rendere migliore la qualità della degenza dei bambini in ospedale. I Dottori Sorriso sono figure professionali formate per lavorare nei contesti ospedalieri in supporto all’équipe medica. Il loro compito principale è quello di sdrammatizzare le pratiche sanitarie trasportando i piccoli ospedalizzati in un mondo di fantasia e facendoli così evadere dalla realtà ospedaliera.
«In ospedale i bambini sono a contatto solo con persone coinvolte nella loro situazione di malattia, cioè i medici e i genitori – spiega Carmine Danuzzo, in arte dottor Pasticcio – La figura del clown invece consente loro di
estraniarsi: non siamo medici e quasi non siamo umani, siamo esseri della fantasia e dei sogni. Con noi i bambini possono scegliere se giocare o no, e in questo modo ritrovano la loro capacità decisionale. Inoltre il clown è goffo, sbaglia, inciampa:
è il bambino che si deve prendere cura di lui. E così di colpo non è più il solo ad avere bisogno di cure: c’è qualcun altro che ha bisogno proprio del suo aiuto!».
Ma cosa fa esattamente un Dottor Sorriso? «Ci informiamo costantemente sulla situazione fisico-psicologica dei bambini, in modo che il nostro approccio sia calibrato sulle necessità di ciascuno. Siamo presenti nella parte della giornata in cui c’è il giro visite, un momento molto delicato per i bambini. Poi inizia
il giro delle stanze: ci annunciamo con una canzone, entriamo e chiudiamo la porta. Lavoriamo con chitarre, bolle di sapone, armoniche a bocca, quaderni da colorare e puzzle. Anche se non mancano momenti di gioco collettivi, stabiliamo sempre rapporti uno a uno. Oltre a questo, accompagniamo i bambini a fare la tac, visitiamo i piccoli ricoverati nell’unità di trapianto e assistiamo regolarmente ai trapianti di
midollo osseo. Tutto questo avviene naturalmente nel rispetto delle norme igieniche ospedaliere e del segreto professionale rispetto alla situazione privata dei bambini e delle loro famiglie».
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di Roberta Camisasca
Fonte: Bimbinsalute e Associazioe Dottor Sorriso
Tags: dottor sorriso, clown, bambini, ospedale, ridere
Revisione: 30-06-2009