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Tante notti passate in bianco

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Pubblicato il: 02-10-2001

Nell'età adulta una persona su sette soffre d'insonnia, e ne sono colpite principalmente le donne.È stato valutato che il giorno dopo una notte insonne ci si sente più addormentati e quindi aumentano anche i comportamenti a rischio per la salute.

Sanihelp.it - Sebbene con il passare dell'età ci si abitui a dormire meno, quando si ha l'impressione di aver dormito poco e male è facile che il giorno dopo ci si senta stanchi e che le normali abilità siano un po' compromesse.
È stato valutato che in effetti il giorno dopo una notte insonne ci si sente più addormentati e quindi aumentano anche i comportamenti a rischio per la salute.

L'insonnia delle persone anziane può essere più frequentemente dovuta a: disturbi psichici talora anche lievi, come la depressione e l'ansia derivanti dalla solitudine, dalla minor partecipazione alla vita sociale, e comunque dal senso di insicurezza derivante dall'età avanzata; fattori ambientali , come una stanza troppo rumorosa o troppo calda; malattie organiche, in particolare tutte quelle che causano dolore, malattie cardiovascolari, disturbi della prostata,ecc.; assunzione di farmaci come antidepressivi, diuretici, ormoni steroidei, immunosoppressori, ecc.; sospensione di farmaci come benzodiazepine e barbiturici.
In qualche caso, poi, non si tratta di vera insonnia, ma solo di un'esagerata aspettativa di sonno.

Molti anziani non riescono a riempire adeguatamente la loro giornata di interessi e occupazioni, e possono quindi cercare nel sonno una sorta di rifugio alla noia e alla solitudine.
Purtroppo, però, la terza età è anche quella nella quale si ha una fisiologica riduzione delle ore di sonno, così che diventa irrealistico anche solo pensare di poter dormire otto ore.
Il trattamento dell'insonnia nelle persone anziane non è in generale diverso da quello attuato normalmente, se non per qualche attenzione particolare nell'utilizzo dei farmaci.

Innanzitutto è necessario cercare di individuare l'eventuale condizione che può aver causato l'insonnia, e se possibile rimuoverla. Per esempio, in presenza di una malattia che causa difficoltà di respiro, come un'insufficienza cardiaca o una bronchite cronica, si assisterà a un miglioramento del sonno quando la malattia di base sarà stata trattata.
Lo stesso vale per la presenza di una condizione depressiva o ansiosa, notoriamente in grado di peggiorare la qualità del sonno.

I farmaci più utilizzati per il trattamento dell'insonnia sono le benzodiazepine, e in genere per le persone anziane il medico si orienta verso quelle dotate di emivita più breve, ossia che vengono eliminate rapidamente dall'organismo, così che siano ridotti i rischi di eventuale accumulo.


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Redazione Sanihelp.it

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