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Allarme dei ginecologi

Troppe pillole del giorno dopo

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Pubblicato il: 21-04-2009

Ginecologici allarmati: le italiane stanno esagerando con le pillole del giorno dopo, considerate alla stregua di contraccettivi di routine. I rischi? Un vero shock ormonale.

Sanihelp.it - La pillola del giorno dopo non è un contraccettivo ma un rimedio d’emergenza: lo hanno ribadito recentemente i ginecologi, riuniti a Praga al X Congresso Europeo di Contraccezione per fare il punto sulla situazione della contraccezione, soprattutto fra le giovanissime.

Secondo il Consortium for Emergency Contraception, per contraccezione d’emergenza si intende qualsiasi metodo femminile, farmacologico o non, utilizzato dopo un rapporto presunto fecondante, con lo scopo di impedire una gravidanza indesiderata.

Ma da dove nasce l’emergenza? Da un fatto perentorio: dopo 30-60 secondi dall’eiaculazione gli spermatozoi sono già nel canale cervicale e corrono come razzi all’interno dell’utero verso il terzo esterno della tuba dove, in caso di ovulazione, avverrà l’incontro fatale, con la fecondazione. Nello stesso tempo, gli spermatozoi sanno aspettare l’amata (la cellula riproduttiva femminile, l’ovocita) anche per 72 ore. L’emergenza nasce dunque dalla necessità di agire presto, prima che gli spermatozoi arrivino al bersaglio.

Sono soprattutto le teenagers che tendono sempre di più a usare la contraccezione d’emergenza come un rimedio di routine. Dati allarmanti lo confermano: in 7 anni il consumo è aumentato del 60%. In Italia nel 2006 sono state vendute 320.000 pillole del giorno dopo, il 55% a chi ha meno di 20 anni, e il trend è in crescita, tanto che nel 2007 si è arrivati a circa 370.000.

«La contraccezione d’emergenza è un mezzo efficace e in crescita, aiuta a prevenire le gravidanze indesiderate e quindi a ridurre le interruzioni volontarie di gravidanza – commenta la ginecologa Alessandra Graziottin nel libro Acrobate, a 50 anni dalla pillola anticoncezionale, 40 dalla rivoluzione sessuale e 30 dalla legge 194 - Tuttavia, il massiccio ricorso a questa metodica va letto come un semaforo rosso e mette in luce due elementi critici: da un lato il fallimento dell’educazione sentimentale e contraccettiva per le nuove generazioni (la metà delle gravidanze nel mondo occidentale è indesiderata, cioè dovuta a mancata contraccezione o a fallimento del metodo usato), dall’altro l’alta vulnerabilità delle nostre ragazze a contrarre malattie sessualmente trasmesse, visto che mancata contraccezione significa anche mancata autoprotezione».

Vanno dunque assolutamente rinforzate l’informazione e l’educazione sulla contraccezione consapevole e sul ricorso a metodi ormonali (pillola, cerotto o anello vaginale) associati all’uso del profilattico, possibilmente con modalità e approcci vicini al mondo giovanile. Per esempio, la SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) suggerisce l’idea di utilizzare gli SMS, ma per educare alla prevenzione, non per richiedere la contraccezione di emergenza come invece si sta sperimentando in alcune scuole inglesi.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Autori vari, Acrobate, Intermedia Editore

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