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Il meccanismo d'azione

Come funziona la pillola del giorno dopo

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Pubblicato il: 21-04-2009

Come agisce la pillola del giorno dopo? Quali problemi può dare? E soprattutto, quando è giusto ricorrere a questo rimedio d'emergenza?

Sanihelp.it - Oggi la pillola del giorno dopo più usata in Italia è levonorgestrel, un progestinico da assumere in doppia dose (due compresse da 0,750 milligrammi) il più presto possibile dopo il rapporto a rischio. In genere è un farmaco ben tollerato. Può provocare nausea, dolori addominali, affaticamento, capogiri, vomito, ritardo mestruale e mestruazioni abbondanti.

Come funziona? Se l’ovulazione non è ancora avvenuta, levonorgestrel la inibisce fungendo da vero e proprio contraccettivo. Inoltre cerca di ostacolare la funzionalità degli spermatozoi e la loro risalita nelle vie genitali femminili. A ovulazione avvenuta, inibisce la fecondazione di un ovulo già rilasciato, impedendo l’incontro tra ovocita e spermatozoi: altro effetto chiaramente contraccettivo, perché avviene prima della fecondazione.

Il quarto meccanismo d’azione, relativo alla possibile modificazione dell’endometrio, che impedirebbe l’impianto dell’ovulo fecondato, è più controverso. Tuttavia, se l’impianto è già avvenuto, perché in realtà il rapporto fecondante era un altro, avvenuto una settimana prima o più, il levonorgestrel non ha più effetto, non è quindi abortivo. Anzi, semmai, come tutti i progestinici, può avere un’azione pro-gestagena, ossia favorevole al proseguimento di una gravidanza già avviata, e quindi diventa antiabortivo.
In ogni caso, se le mestruazioni non dovessero arrivare, oltre i 5 giorni di ritardo è bene effettuare un test di gravidanza.

Se sono già trascorse oltre 72 ore dal rapporto a rischio, è possibile utilizzare, al posto della pillola, la spirale al rame (IUD, Intra Uterine Device), che può essere inserita in utero fino a 5-7 giorni dopo la presunta ovulazione, anche se si sono avuti più rapporti sessuali non protetti nel periodo a rischio.
Agisce causando modificazioni dell’endometrio che impediscono l’annidamento dell’uovo eventualmente fecondato ed è efficace nel 99,8% dei casi.

La spirale può essere usata anche dopo la pillola al levonorgestrel, se si sono avuti più rapporti a rischio o se dopo l’assunzione del farmaco si ha avuto vomito e non si è sicuri della sua efficacia, oppure se si intende usare per il futuro la spirale come contraccettivo.
Non è indicata in caso di partner multipli, e/o in caso di frequenti vaginiti, per il rischio di causare un’infezione pelvica.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Autori vari, Acrobate, Intermedia Editore

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